Referendum: in Fvg le opposizioni esultano per il No nazionale, il centrodestra per il Sì regionale

Il verdetto del referendum sulla riforma della giustizia spacca il dibattito politico in Friuli Venezia Giulia. Se il No ha prevalso nettamente a livello nazionale, la maggioranza regionale rivendica con forza il dato locale che vede il Sì vincitore con oltre il 54%. Le opposizioni, di contro, leggono nel risultato complessivo un segnale di logoramento del Governo e una nuova spinta verso la “contendibilità” del territorio.

Fedriga: “Ha prevalso lo scontro partitico, ma il Fvg ha capito il merito”

Sull’esito del voto interviene il governatore Massimiliano Fedriga, che riconosce la vittoria del No a livello nazionale pur difendendo il progetto: “Evidentemente la maggioranza dei cittadini di questo Paese non vuole la riforma costituzionale. Io sono convinto che fosse una buona riforma, indipendentemente dalla parte politica”.

Secondo Fedriga, a pesare è stato il clima della campagna elettorale: “Penso che abbia vinto purtroppo lo scontro partitico per colpa dell’uno e dell’altro fronte e non si sia entrati nel merito. Gli italiani hanno scelto e bisogna avere rispetto. Mi auguro che adesso si torni però a un clima che non sia la rissa continua che purtroppo abbiamo visto”.

Il Presidente rivendica però l’eccezione del Nord-Est, dove il risultato è stato opposto: “In tre regioni — Veneto, Fvg e Lombardia — ha vinto il Sì con un ottimo margine. In questo caso c’è anche una fiducia degli amministratori del territorio che hanno spiegato, penso in modo il più possibile oggettivo, senza cadere nella rissa, le motivazioni del Sì. E i cittadini evidentemente l’hanno capito”.

Il fronte del “No”: “Messaggio politico e Regione contendibile”

Per le opposizioni, il rifiuto della riforma Nordio è una bocciatura politica che scuote l’esecutivo. La segretaria regionale del Pd, Caterina Conti, parla di un “messaggio forte e inequivocabile contro una riforma sbagliata e inutile“, sottolineando la sintonia ritrovata con il Paese. Una linea condivisa da Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia): “È un voto politico che va ben oltre i contenuti tecnici. Il fallimento della riforma della giustizia rappresenta il fallimento del Governo“. Dello stesso avviso Rosaria Capozzi (M5S), che definisce l’operazione un “fallimento politico calato dall’alto e privo di una visione credibile”.

Luca Braidotti, segretario provinciale del Pd di Udine, vede nei dati locali una chiara prospettiva elettorale: “Il risultato in provincia di Udine e in tutto il Fvg conferma che questa è una regione contendibile, se saremo capaci di dare rappresentanza a chi ha rifiutato la legge del più forte”.

Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni paragona l’esito al referendum di Renzi del 2016, evidenziando come i cittadini considerino la Carta “solida e non bisognosa di interventi strutturali”. Anche Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) esprime orgoglio per la difesa della Costituzione, citando con soddisfazione il dato specifico del Comune di Udine dove, in controtendenza regionale, ha prevalso il No.

La replica del centrodestra: “Il mandato prosegue, il Fvg indica la rotta”

Dall’altra parte della barricata, la maggioranza regionale fa scudo intorno alla Premier e rivendica la “controtendenza” del territorio. Per il Sottosegretario Sandra Savino (Forza Italia), il voto regionale è un mandato a proseguire: “Nella nostra regione il Sì ha prevalso con oltre il 54%, dimostrando una sensibilità diffusa verso l’esigenza di riforme. È un dato che indica una direzione precisa da cui ripartire”.

Walter Rizzetto (FdI) blinda la stabilità del Governo Meloni, precisando che “il risultato non incide in alcun modo sul mandato, poiché nessuno nel centrodestra ha mai attribuito a questo voto una valenza politica”.

Anche Diego Bernardis (Fedriga Presidente) minimizza la portata nazionale del No, parlando di una “suggestione emotiva” alimentata dalle opposizioni che hanno trasformato la modernizzazione in scontro ideologico. Per Bernardis, però, il Friuli Venezia Giulia resta un’isola felice: “Il dato in netta controtendenza della nostra regione lascia ben sperare e dimostra che il nostro territorio è pronto al cambiamento“.