Migliorano i tempi di attesa negli ospedali del Friuli Venezia Giulia e cresce la qualità di diverse prestazioni sanitarie, ma emergono anche criticità importanti sull’appropriatezza delle prescrizioni diagnostiche.
È questa la sintesi del report 2025 della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che analizza le performance del sistema sanitario regionale attraverso il modello “Bersaglio” del Laboratorio Management e Sanità. Nel complesso, il 63,5% degli indicatori monitorati mostra un miglioramento rispetto al 2024, il 12,6% resta stabile e il 23,9% registra un peggioramento.
Un sistema in miglioramento per il terzo anno consecutivo
“Per il terzo anno consecutivo il Friuli Venezia Giulia migliora le proprie performance sanitarie e quest’anno lo fa più di quanto registrato negli anni precedenti”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.
Il report è stato presentato a Venezia e illustrato in videoconferenza con la Regione: “Si tratta di una valutazione espressa da un organismo terzo e autorevole come la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e rappresenta la conferma che il percorso di riorganizzazione e sviluppo del nostro sistema sanitario sta producendo risultati positivi”
Scendono i tempi di attesa
Uno dei dati più significativi riguarda i tempi di attesa per interventi chirurgici e prestazioni ambulatoriali. Per le prestazioni ambulatoriali, la quota di erogazioni nei tempi previsti mostra un miglioramento sia sulle priorità B, passate dal 56,7% del 2024 al 65,7% del 2025, sia sulle priorità D, che salgono dal 63,2% al 73,2% tra il 2023 e il 2025.
Migliora anche la rete oncologica regionale, con una riduzione dei tempi di attesa per interventi su tumori del colon, del retto, del polmone, della mammella, della prostata, dell’utero, della tiroide e del melanoma. Progressi vengono registrati anche su interventi complessi come bypass coronarici, angioplastiche coronariche, coronarografie e biopsie epatiche percutanee.
Ospedali, emergenza e degenze
Il report evidenzia un miglioramento dell’indice di performance della degenza ospedaliera, con i ricoveri medici che passano dallo 0,5% allo 0,1% e i ricoveri chirurgici che scendono dall’1% allo 0,7%.
Tra gli indicatori che segnano una crescita significativa figura anche quello relativo alla qualità clinica e di processo. In particolare, aumenta la percentuale di pazienti operati entro 48 ore dal ricovero per frattura del collo del femore, che passa dal 51,4% del 2024 al 60% del 2025, con risultati sostanzialmente omogenei tra le diverse aziende sanitarie regionali. Bene anche gli esiti nell’area delle cure palliative, dove il rispetto dei tempi massimi di attesa tra segnalazione e ricovero in hospice per i malati oncologici raggiunge il 90,5%.
Positivo anche il dato sull’emergenza-urgenza, con un miglioramento dei tempi di risposta del sistema 118. Sul fronte dei pronto soccorso, gli abbandoni scendono dal 5,6% al 5,2%, pari a circa 20mila persone. Il fenomeno resta però in area critica, soprattutto all’ospedale di Cattinara.
Prevenzione e vaccini oltre il 95%
Sul fronte della prevenzione il Friuli Venezia Giulia conferma livelli molto elevati, con coperture vaccinali che superano il 95% per il vaccino MPR contro morbillo, parotite e rosolia, attestato al 95,6%, e per l’esavalente, che raggiunge il 95,83%. Buoni risultati si registrano anche per la varicella, al 92,88%, e per la copertura contro lo pneumococco, al 90%.
La criticità principale: appropriatezza diagnostica
Accanto ai progressi emergono criticità significative. Il Friuli Venezia Giulia risulta in penultima posizione nazionale per appropriatezza diagnostica, con un indice del 30,94%, davanti solo alla Provincia autonoma di Bolzano. Criticità anche sul fronte dell’appropriatezza farmaceutica, legata in particolare all’uso concomitante di più farmaci, al consumo di antibiotici nei reparti e all’utilizzo di colecalciferolo.
Restano inoltre stabili, ma in area di attenzione, diversi ambiti del sistema sanitario regionale, tra cui l’assistenza residenziale, il costo medio per DRG, la prevenzione e sicurezza sul lavoro, le donazioni di organi e le politiche del personale.
Riccardi: “Dobbiamo lavorare su alcuni settori”
“Nonostante i molti aspetti positivi evidenziati dal report – ha detto l’assessore regionale – ci sono comunque settori in cui è necessario soffermare ancora la nostra attenzione. Dobbiamo ad
esempio continuare a lavorare sull’appropriatezza diagnostica e prescrittiva; se è vero che l’elevata quantità di esami compiuti non va a discapito delle cure, l’aspetto negativo si ripercuote sui tempi d’attesa”.
“Stesso dicasi per la riduzione della degenza media negli ospedali, dove il maggior tempo trascorso nelle strutture è legato alla necessità di migliorare e “allungare” la rete post intervento. Infine, gli accessi impropri ai pronto soccorso, figli di una cultura che va migliorata attraverso un’educazione del paziente e l’intercettazione delle sue necessità prima di rivolgersi alle strutture ospedaliere”. “Sono tutti aspetti che richiedono un rafforzamento della rete territoriale, della riabilitazione e dell’assistenza post-ospedaliera, oltre a un cambiamento culturale nell’utilizzo dei servizi sanitari”.
In conclusione, comunque, per Riccardi i dati della Scuola Sant’Anna sono una conferma delle direzione intrapresa dal sistema sanitario regionale. “Questi risultati dimostrano che il sistema ha una strada e che le scelte programmatiche adottate stanno producendo effetti concreti. Sono indicatori che nascono dal lavoro quotidiano dei professionisti ai quali va la nostra gratitudine e da decisioni strutturali coraggiose che nel tempo stanno dando i loro frutti”
