Hanno trasformato una cittadina friulana in un mondo di Minecraft, usato l’intelligenza artificiale per far rivivere antiche leggende e persino per creare un videogioco. Altri hanno intervistato gli artigiani del territorio, raccolto le testimonianze del terremoto del 1976, realizzato un podcast, scritto un libro a fumetti o mappato i torrenti della propria zona.
Sono alcuni dei progetti realizzati dai 28 giovani del Servizio civile universale che per un anno hanno lavorato nelle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. I loro elaborati sono stati presentati a Villa Manin, nell’appuntamento conclusivo del percorso.
Un anno per raccontare il Friuli
Per dodici mesi i ragazzi sono stati impegnati in 17 sedi del sistema delle Pro Loco regionali, sviluppando progetti legati alle caratteristiche dei territori nei quali hanno operato e alle competenze maturate durante la formazione.
Quattro i filoni di lavoro: I Luoghi della cultura in Fvg tra arte e artigianato; La tutela del patrimonio linguistico delle comunità locali; La promozione del patrimonio storico, artistico e culturale del centro-nord Italia; Sostenibilità ambientale ed eccellenze naturalistiche.
Il risultato è stato molto diverso da sede a sede. C’è chi ha scelto gli strumenti digitali per raccontare il proprio paese e chi ha puntato sulla memoria, recuperando storie e testimonianze. Altri hanno lavorato sulla cultura locale, sulle tradizioni, sull’ambiente e sulle persone che ancora oggi custodiscono mestieri e saperi.
Dalle leggende friulane al terremoto del 1976
Tra i lavori presentati ci sono anche progetti che hanno utilizzato le nuove tecnologie per recuperare il patrimonio immateriale del territorio. L’intelligenza artificiale è stata impiegata per dare nuova forma alle antiche leggende friulane e per sviluppare un videogioco.
In altri casi il lavoro è partito dalle persone: sono state raccolte interviste agli artigiani locali e testimonianze legate al terremoto del 1976, trasformando la memoria orale in materiale da conservare e condividere. Non sono mancati poi un podcast, un libro a fumetti e un progetto dedicato alla mappatura dei torrenti del territorio. Esperienze differenti, accomunate dall’obiettivo di conoscere e raccontare ciò che caratterizza le comunità locali.
Oltre 500 giovani dal 2003
Il progetto non è una novità per il mondo delle Pro Loco regionali. Dal 2003, infatti, sono stati oltre 500 i giovani che hanno svolto il Servizio civile nelle sedi delle Pro Loco e dei Consorzi Pro Loco del Friuli Venezia Giulia.
“Si è concluso un altro anno di Servizio Civile Universale e già stiamo lavorando per uno nuovo”, ha dichiarato il presidente del Comitato regionale Unpli Fvg Pietro De Marchi, commentando i lavori presentati a Villa Manin.
De Marchi ha sottolineato anche la continuità che spesso nasce dopo l’esperienza: “Si tratta di un’esperienza che sta assumendo numeri sempre più significativi: dal 2003 oltre 500 giovani si sono avvicendati nelle sedi delle Pro Loco e di Consorzi Pro Loco, molti dei quali rimanendo poi attivi come volontari o anche come dipendenti delle rispettive associazioni in cui avevano operato”.
La formazione sul campo
Il percorso dei 28 operatori volontari non si è limitato all’attività nelle singole sedi. Alla base del lavoro ci sono state ore di formazione e visite guidate, tra cui quella alla sede della Protezione civile regionale, che hanno permesso ai partecipanti di conoscere più da vicino realtà e competenze presenti sul territorio.
All’appuntamento conclusivo di Villa Manin erano presenti, insieme a De Marchi, la responsabile per il Servizio civile del Comitato regionale Unpli Fvg Elisa Infantino e la responsabile del progetto per la Segreteria Sabrina Peressini.
I 28 volontari hanno operato in diverse aree del Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Aviano, Buttrio, Casarsa della Delizia, Villa Manin a Passariano di Codroipo, sede regionale del Comitato Unpli, Fogliano Redipuglia, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Latisana, Porcia, Monfalcone, Pozzuolo del Friuli, Ronchi dei Legionari, Sacile, San Pietro al Natisone, Spilimbergo e Val Resia.
Luoghi diversi, e quindi anche progetti diversi, ma con un filo comune: utilizzare l’esperienza del Servizio civile per trasformare storie, persone, tradizioni e paesaggi del Friuli Venezia Giulia in nuovi strumenti per raccontare il territorio.

