Viabilità friulana, dal Ponte Meduna alla tangenziale sud: le priorità della Regione

Ponte Meduna, tangenziale sud, passo di Monte Croce Carnico: le priorità della Regione per la viabilità.

Un piano strategico per connettere i poli produttivi, decongestionare i centri urbani e potenziare il trasporto su rotaia. È la fotografia della viabilità regionale scattata dall’assessore alle Infrastrutture, Cristina Amirante, durante l’audizione odierna in IV Commissione consiliare in cui ha illustrato le opere prioritarie e strategiche. “L’obiettivo — ha dichiarato l’esponente della Giunta — è garantire la continuità dei flussi tra i poli urbani, produttivi e i corridoi nazionali ed europei”.

Le priorità nel Friuli Occidentale.

Il cuore dell’intervento regionale si focalizza sulla riduzione del traffico di attraversamento. Nel Friuli Occidentale, le opere cardine sono la Gronda Nord di Pordenone, la bretella di Barbeano e la prosecuzione della Cimpello-Sequals verso Gemona.

“La Gronda Nord di Pordenone – ha aggiunto l’assessore -, la prosecuzione della Cimpello-Sequals fino a Gemona e la bretella di Barbeano sono finalizzate alla riduzione del traffico di attraversamento urbano e al miglioramento della fluidità della circolazione lungo l’asse pedemontano tra Pordenone e Udine

“Riveste, inoltre, particolare rilievo strategico anche il potenziamento delle infrastrutture di attraversamento dei principali corsi d’acqua, tra cui il ponte sul fiume Meduna, opera essenziale per il rafforzamento dei collegamenti territoriali e per l’incremento dell’affidabilità della rete viaria nel Friuli occidentale: nel dicembre scorso è stato aggiudicato l’appalto della progettazione di fattibilità tecnico economica e la direzione lavori”. Lavori che dovrebbero partire nel 2027.

Le priorità in provincia di Udine.

Sul fronte udinese, la priorità assoluta resta la Tangenziale Sud di Udine, considerata “un intervento chiave per la decongestione della rete ordinaria e il collegamento efficiente con l’autostrada”. Sul versante montano, Amirante ha evidenziato l’importanza strategica dei lavori di adeguamento e messa in sicurezza del Passo di Monte Croce Carnico, infrastruttura fondamentale per la continuità dei collegamenti transfrontalieri con l’Austria e per la tenuta socio-economica delle aree montane della provincia di Udine, garantendo la percorribilità dell’asse anche in condizioni ambientali complesse.

Ferrovie e ciclovie.

Oltre alle opere stradali, l’assessore ha richiamato l’attenzione sulla mobilità ciclabile di interesse regionale, ricordando il Piano regionale della mobilità ciclistica (Premoci), che individua itinerari come la ciclovia pedemontana, la ciclovia delle pianure, la ciclovia del Tagliamento e la ciclovia delle Acque, che interessano direttamente il Friuli occidentale e la provincia di Udine.

“Le priorità riguardano il recupero del sedime ferroviario Casarsa-Pinzano per realizzare un itinerario ciclabile in chiave turistica e intermodale”, ha spiegato Amirante, aggiungendo che sono in corso interventi per 4,4 milioni di euro per percorsi ciclabili casa-lavoro nel territorio maniaghese con il Consorzio industriale Nip, e che è in fase di conclusione il progetto definitivo da 1,7 milioni per la ciclovia del Livenza da Sacile a Budoia (ciclovia delle Acque), cui seguirà la progettazione del secondo lotto.

Sul fronte ferroviario, l’assessore Amirante ha evidenziato che la Regione sta conducendo diverse attività finalizzate al miglioramento prestazionale e allo sviluppo della rete ferroviaria, con l’obiettivo di integrarla meglio nei corridoi transeuropei che attraversano il Friuli Venezia Giulia. Particolare attenzione è rivolta allo studio di fattibilità di nuovi collegamenti tra le linee Sacile-Gemona, Venezia-Udine e Casarsa-Portogruaro, che prevede la realizzazione di tre lunette, vere e proprie bretelle ferroviarie, e una valutazione costi-benefici delle opere, tenendo conto della domanda attuale e potenziale.

“Lo studio commissionato dalla Regione a Rete Ferroviaria Italiana è in corso – ha concluso Amirante – e entro il 2026 è prevista la conclusione della fase di individuazione del quadro delle esigenze e delle specifiche funzionali, così da delineare scenari infrastrutturali adeguati per il trasporto di persone e merci”.