Ospedali al limite e pochi vaccinati, così cresce il pericolo di zona gialla in Fvg. Il monito di Gimbe: “Ridurre la durata del Green Pass”

Il monitoraggio Gimbe sulla pandemia da Covid in Fvg.

Il Friuli Venezia Giulia ha i dati percentuali peggiori d’Italia per quanto riguarda l’occupazione degli ospedali. A dirlo è il monitoraggio settimanale sul Covid elaborato dalla Fondazione Gimbe e riferito al periodo tra il 10 e il 16 novembre.

Secondo i dati, il Fvg ha superato la soglia critica di occupazione delle terapie intensive, arrivando al 14%: assieme alle Marche è l’unica regione in Italia – dove la media è appena del 5% – che ha superato il tetto del 10%, uno dei parametri che portano in zona gialla. In incremento anche i posti letto occupati nelle aree mediche, dove ora i pazienti Covid ammontano al 13%, a un passo dal 15% che sancisce il cambio di colore. Superato questo limite, il passaggio in giallo sarà inevitabile.

Peggiorano gli altri numeri.

In base al monitoraggio Gimbe, sono in peggioramento anche le altre performance. I casi attualmente positivi ogni 100mila abitanti sono 409, secondo dato peggiore su scala nazionale e inferiore soltanto a quello della Provincia autonoma di Bolzano (663). Due territori regionali su tre sono ai vertici nella poco gradita classifica dei territori che hanno superato la soglia di 150 contagi ogni 100mila abitanti, come avvenuto in 7 province: si tratta di Trieste, in testa con 638 casi, e Gorizia (369), con Bolzano (402) fra le due. L’aumento settimanale di nuovi contagi è pari al 36,3%.

Gimbe dice no al Green Pass “all’austriaca”.

“Nello scenario attuale – precisa Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – caratterizzato dal progressivo aumento della circolazione virale e dalla riduzione dell’efficacia vaccinale che impone la dose di richiamo, sono due le decisioni politiche che possono minimizzare il rischio di misure restrittive. La prima è ridurre a 6 mesi la validità del green pass rilasciato a seguito di vaccinazione, in linea con le evidenze scientifiche sulla durata della protezione vaccinale e con le indicazioni per la dose di richiamo. La seconda è introdurre l’obbligo vaccinale sia per il ciclo primario, sia per la dose booster, almeno per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico. Invece, non convince affatto il “super green pass” sul modello austriaco, di fatto un “surrogato” dell’obbligo vaccinale: escludere il tampone dalle modalità per il rilascio della certificazione verde – pur identificando le attività essenziali per le quali tale opzione rimarrebbe valida – rischia solo di aumentare le tensioni sociali senza alcuna garanzia di aumentare coperture vaccinali e adesione alla terza dose”.

Fvg in ritardo sulle inoculazioni.

Il Friuli Venezia Giulia rimane in ritardo, rispetto al Paese, anche sul fronte delle vaccinazioni. La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 75,2% (la media italiana è del 76,8%), mentre il tasso di copertura vaccinale con dose booster è del 39,2% (media Italia 53,3%). A controbilanciare, almeno in parte, è il tasso di copertura vaccinale con dose aggiuntiva è del 63,5% (media Italia 59,6%).

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