Tre friulani pronti a correre tra le strade di New York, con un obiettivo che va ben oltre il traguardo. Luigi Chirivì, Lucio Quaglieri e Tony Cipolla, donatori di sangue della sezione AFDS del 3° Reggimento Genio Guastatori, parteciperanno domenica 1° novembre alla maratona di New York, una delle competizioni podistiche più famose al mondo. Sulle loro canotte porteranno il simbolo dell’associazione e un messaggio di solidarietà, per ricordare l’importanza della donazione del sangue anche dall’altra parte dell’Atlantico.
I tre atleti fanno parte di un gruppo di running nato il 14 febbraio 2014 per iniziativa di alcuni militari uniti dalla passione per la corsa e dall’impegno nel volontariato. Da allora, la squadra ha percorso migliaia di chilometri, partecipando a competizioni in Italia e all’estero, dalla Slovenia alla Svizzera fino a Malta. Nel curriculum sportivo figurano mezze maratone, maratone e prove particolarmente impegnative come la 100 chilometri del Passatore.
A distinguere il gruppo sono soprattutto le canotte, sulle quali compaiono il pellicano, simbolo dei donatori friulani, e il gladio, emblema del Reggimento. Due immagini che raccontano il legame tra sport, servizio e solidarietà.
Una maratona per promuovere la donazione del sangue
Per Lucio Quaglieri, 63 anni, primo luogotenente in pensione e ultramaratoneta, la partecipazione alla maratona americana rappresenta un’occasione speciale per diffondere i valori dell’AFDS.
“Correre è bello e ci piace – racconta Quaglieri – ma quanto sarebbe ancora più bello farlo indossando una canotta con il logo del dono? In questo modo possiamo, nel nostro piccolo, divulgare l’importanza della donazione del sangue. Da quando abbiamo iniziato a farlo, le gare hanno iniziato ad avere una vera motivazione. Corro perché amo la corsa, ma questa volta le mie gambe spingeranno anche per un obiettivo più alto: portare oltreoceano il messaggio della nostra associazione. Correre con questo logo sul petto significa ricordare a tutti che il dono è vita”.
Un impegno condiviso anche da Luigi Chirivì, che sottolinea quanto l’amicizia e lo spirito di squadra siano fondamentali, tanto negli allenamenti quanto nelle competizioni.
“Non è solo una questione di cronometro: correre insieme vuol dire condividere sudore, sorrisi e obiettivi comuni. Non si vince da soli, siamo amici nella vita e volontari nel cuore, e durante gli allenamenti nessuno viene lasciato indietro. Che sia una sgambata nelle colline friulane o una grande maratona, l’importante è far passare il ‘verbo’ del dono e festeggiare poi insieme con il nostro terzo tempo a base di birra e pasta”.
Per Tony Cipolla, invece, quella di New York sarà soprattutto una sfida personale, affrontata con la speranza di contribuire a qualcosa di importante anche per gli altri.
“Ho sempre amato correre a livello amatoriale, ma non avrei mai pensato di affrontare una sfida così grande. Frequentando altri runner mi è venuta la voglia di mettermi alla prova. Questa maratona rappresenta una sfida contro i propri limiti, ma la cosa che mi auguro di più è che la nostra corsa possa contribuire a raccogliere attenzioni e fondi per cause benefiche, per la ricerca e per il sostegno agli altri”.
Dopo New York, l’appuntamento con Telethon a Udine
L’avventura americana sarà un’altra tappa di un percorso che da oltre dieci anni unisce la passione per la corsa alla promozione della donazione del sangue. Attraverso la partecipazione alle gare, il gruppo cerca infatti di sensibilizzare sempre più persone sull’importanza di un gesto capace di salvare vite.
E dopo i 42 chilometri della maratona di New York, per i tre donatori ci sarà già un nuovo appuntamento. Come accade ormai da più di un decennio, torneranno a correre a Udine in occasione della staffetta Telethon, insieme alla propria sezione AFDS e ad altre cinque squadre del 3° Reggimento Genio Guastatori. Un’altra occasione per mettere lo sport al servizio della solidarietà.

