Un piano industriale che garantisca la sostenibilità produttiva e occupazionale dello stabilimento Electrolux di Porcia: è quanto chiedono la Regione Friuli Venezia Giulia e i sindacati in vista del tavolo tecnico con l’azienda, fissato per il 28 ottobre. Le questioni ancora aperte riguardano la riduzione degli occupati, i volumi produttivi e il futuro delle attività strategiche.
La posizione è stata ribadita a Udine dagli assessori regionali Sergio Emidio Bini, alle Attività produttive e turismo, e Alessia Rosolen, al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, al termine di un incontro con le organizzazioni sindacali. Rosolen ha partecipato in videocollegamento.
“Chiediamo alla multinazionale chiarezza su un piano industriale che, seppur rivisto, rimane incompleto sotto diversi aspetti”, hanno dichiarato i due assessori. “È necessario che l’azienda non venga meno ai principi della responsabilità sociale d’impresa, con scelte calate dall’alto a discapito di lavoratori e territorio”.
Secondo Bini e Rosolen, Porcia è, insieme a Cerreto, tra gli stabilimenti che rischiano di subire le conseguenze più pesanti della riorganizzazione. Al tavolo del 28 ottobre la Regione si attende risposte puntuali e una revisione di alcune posizioni aziendali. Gli assessori hanno inoltre sottolineato la necessità di scongiurare la delocalizzazione e di difendere il ruolo di Porcia nella ricerca e sviluppo e nel Data Center.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il bando regionale da 8 milioni di euro a sostegno della filiera del “bianco”, previsto nei prossimi mesi. L’accesso ai contributi, è stato precisato, sarà vincolato al mantenimento delle attività produttive sul territorio. La Regione ha confermato il raccordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Il tavolo del 28 ottobre sarà un passaggio importante per chiarire le questioni ancora aperte e favorire un accordo condiviso, che dovrà garantire prospettive produttive e occupazionali al territorio”, hanno concluso gli assessori.

