Una storia di emigrazione poco conosciuta è quella dei gelatai friulani che, tra gli anni ’50 e ’70, emigrarono in Germania contribuendo al successo del gelato artigianale nel Paese. Complice il “miracolo economico” della Germania Ovest, molti friulani provenienti da Carnia, Valcellina e Cadore, partirono portando con sé la loro tradizione artigianale e ancora oggi, a distanza di anni, alcune di queste famiglie vivono lì, continuando a tramandare il mestiere e contribuendo alla nascita di specialità celebri come lo Spaghetti Eis.
Tra queste famiglie, quella della Eis Boutique Cafe De Filippo, nella città tedesca di Wertheim. Qui Carla e Sandro, originari di Claut (PN), hanno costruito non solo un’attività, ma anche la loro famiglia.
Dalla Germania al Friuli: una nuova generazione
Oggi la loro nipote, Paola De Filippo, classe 2001, mantiene vivo il valore del cibo regionale friulano portando avanti la pagina ItalyFoodPornFVG, filiale regionale dell’azienda Italy Food Porn, verticalizzata nel food e leader nell’Influencer marketing in Italia.
La food influencer, nata in Germania, ha vissuto i primi sei anni della sua vita proprio accanto ai nonni nell’attività di famiglia: “L’artigianalità era al centro di tutto e i clienti trovavano un ambiente familiare, capace di trasmettere orgoglio italiano e friulano. Nei periodi di festa portavamo le gubane dall’Italia e servivamo tiramisù, trasmettendo un pezzo della nostra tradizione dolciaria friulana anche lì. Mio zio Marco e mio nonno continuano ancora oggi a portare avanti questo progetto, mentre mio padre ha deciso di tornare a Claut per avere un lavoro che gli permettesse di passare più tempo con noi figli”.
Una passione per la buona cucina ereditata in famiglia, che si trasmette di generazione in generazione. Paola è cresciuta bilingue e, dopo l’infanzia trascorsa tra Germania e Claut, racconta: “Fin da piccola facevo il gelato con la nonna. Mi occupavo delle cose più semplici e servivo anche i cappuccini ai clienti abituali. Sono cresciuta in una famiglia di ‘buongustai’, e l’amore per il cibo è rimasto vivo anche una volta arrivata in Friuli dove grazie ai nonni materni, Patrizia e Sante, ho conosciuto ricette come seppie in umido, polenta e selvaggina, sempre con grande attenzione ai prodotti di qualità”.
Dai social alla valorizzazione del territorio
Durante gli anni del liceo sceglie il percorso in lingue e comunicazione, dove emerge una nuova consapevolezza: la volontà di raccontare la passione per il cibo friulano al resto d’Italia. “Ho iniziato a usare i social per condividere le mie esperienze con amici e conoscenti. Creavo foto e video e costruivo così i ricordi sulla mia pagina personale”.
L’opportunità arriva quasi per caso: “Seguivo Italy Food Porn da anni e mi affascinava il mondo dei social media. Quando ho visto che cercavano un nuovo volto per rappresentare il Friuli Venezia Giulia, ho deciso di provare a candidarmi. Essere una guida della cucina friulana in Italia per me è un sogno che si realizza“.
Raccontare il Friuli tra tradizione e innovazione
Oggi il suo obiettivo è chiaro: “Vogliamo raccontare e valorizzare locali meritevoli. È un mondo molto veloce, che richiede formazione continua: non siamo solo influencer, ma creiamo anche un rapporto umano con la community. Riceviamo molte segnalazioni di attività, che analizziamo per realizzare guide food regionali. Cerchiamo di valorizzare eccellenze locali, ma anche realtà innovative e internazionali”.
Il pubblico è ampio e variegato: “Parliamo a persone di tutte le età, dagli adolescenti agli adulti. Raccontiamo il territorio sia a un pubblico locale sia nazionale, collaborando anche con realtà del Triveneto per dare visibilità ai locali oltre i confini regionali. Non raccontiamo solo ristoranti, ma anche forni e prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia, spesso poco conosciuti nel resto d’Italia”. E aggiunge: “Molti follower si affidano a noi per scegliere dove andare, grazie alla forza visiva dei contenuti e all’autenticità dell’esperienza. Non raccontiamo nulla di diverso da ciò che un cliente vive realmente e cerchiamo sempre di valorizzare i prodotti, partendo dalla materia prima”.
Se dovesse scegliere un piatto simbolo da far conoscere a tutta Italia, Paola non ha dubbi: “Il frico secondo me non ha ancora l’attenzione che merita. È importante creare consapevolezza anche sui nostri formaggi e sul valore dei prodotti locali. Non conta solo il piatto finale, ma anche il processo: prodotti freschi, a chilometro zero, e il giusto rispetto per la materia prima”.
All’interno del progetto, Paola ha un ruolo centrale: “La rete in tutta Italia ha circa 45 persone, con un team per ogni regione. Io sono il punto di riferimento per il Friuli Venezia Giulia: mi occupo di creare contenuti, contattare i locali, gestire la parte commerciale e la community. Ho ricevuto una formazione a livello nazionale e posso contare sul supporto della mia famiglia: mio padre Andrea, mia madre Valeria, mio fratello Mathias, le mie amiche Anna ed Elena e il mio fidanzato Lorenzo, che mi aiutano anche nella realizzazione dei contenuti”.
Infine, un pensiero che lega passato e presente: “I miei nonni, senza tecnologia, hanno portato la cultura culinaria italiana e friulana in Germania. Io, grazie ai social media, cerco di portare la cucina friulana in Italia e anche all’estero. Questo è il senso di tutto, e il mio pensiero si rivolge a loro, che mi hanno insegnato il valore delle mie radici e trasmesso la passione per il cibo friulano.
