Petizione sull’acciaieria, opposizioni contro la richiesta di accesso agli atti

“Piena solidarietà a Marino Visintini per essere stato citato dalla Danieli quale sottoscrittore della petizione contro l’acciaieria in laguna“. Lo si legge in una nota congiunta dei capigruppo dell’Opposizione in Consiglio regionale, Rosaria Capozzi (presidente del Gruppo Misto composto da M5S, Avs e Open Fvg), Diego Moretti (Pd) e Massimo Moretuzzo (Patto per l’autonomia-Civica Fvg).

“Un accesso agli atti discutibile per ottenere i nomi dei sottoscrittori, su cui bene ha fatto il Consiglio regionale ad opporsi. Precisiamo alla Danieli – scrivono ancora i capigruppo di minoranza – che la petizione popolare è uno strumento previsto costituzionalmente quale prerogativa dei cittadini per esporre comuni necessità, generalmente incluso nell’esercizio della democrazia diretta, ma forse la stessa trascura che le petizioni e le proposte di legge popolare non spostano il potere decisionale, che resta in capo alle assemblee rappresentative”.

“In altre parole, il potere decisorio resta in capo alle assemblee elette, in questo caso alla Regione, e non viene esercitato direttamente dal popolo. Quello che si chiede attraverso il ricorso della Danieli è che i cittadini rispondano rispetto a un’opinione espressa, rispetto a un insediamento che non consideravano positivo. Questo ricorso – sottolineano Capozzi, Moretti e Moretuzzo – rappresenta perciò un pericolo verso un processo di partecipazione popolare. Verrebbe compromesso uno strumento costituzionalmente garantito, perché i cittadini non firmerebbero e non prenderebbero posizioni rispetto a decisioni che li riguardano se c’è il rischio che qualcuno li denunci”.

“Tutta l’opposizione scende in campo non solo a fianco di Visintini ma di tutti i cittadini sottoscrittori della petizione, a cui va garantita la libertà di opinione e a non vedersi compresso il diritto alla privacy, dove – concludono i tre capigruppo – i dati personali dei firmatari, per quanto facciano parte di un atto pubblico, devono essere tutelati”.

Honsell: “Notizia inquietante”.

“È davvero inquietante la notizia del ricorso al Tar indetto dalla Danieli contro la Regione per ottenere i nomi degli oltre 24.142 cittadini che hanno firmato la petizione contro il progetto di una mega acciaieria nell’area dell’Aussa Corno. Lo è per il forte impatto che ciò ha sulla libertà di opinione dei cittadini che difendono beni comuni, quali l’aria che respirano o l’acqua della laguna intorno alla quale abitano”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), aggiungendo che “essendo uno di coloro che non solamente sul piano politico si è sempre espresso in modo contrario ai progetti di sviluppo di aziende potenzialmente impattanti, senza progetti ufficiali ed espliciti della proponente, come in questo caso, ed essendo anche uno dei firmatari della petizione in questione, ritengo importante stigmatizzare quanto sta accadendo in questi primi giorni del 2024“.

“La conoscenza dei nomi degli altri firmatari – rimarca Honsell – nulla dovrebbe aggiungere alla conoscenza del loro mero numero, nemmeno per gli azionisti dell’azienda. Dunque, il fatto che un gruppo industriale, indubbiamente molto importante, voglia conoscerli ha un’innegabile valenza intimidatoria. Sia sulle future petizioni, sia sui cittadini residenti in zone dove l’insediamento (che non verrà fatto all’Aussa Corno) potrebbe invece essere fatto. Ciò è molto preoccupante, perché mette in discussione il diritto di opinione, che è un diritto democratico fondamentale“.

“L’intera vicenda – prosegue l’intervento – non è mai stata gestita in modo trasparente nei confronti dei cittadini né, peraltro, nei confronti dei loro rappresentanti politici, in quanto solo dopo molto tempo ne hanno parlato i giornali (e quello non può essere il luogo dove fornire i dettagli e gli impegni) e lo stesso presidente Fedriga ha negato che ci fosse un progetto fin quasi all’ultimo”.

“È un dovere – conclude Honsell – difendere il diritto di esprimere la propria preoccupazione per le conseguenze ambientali di opere antropiche in corso di progettazione. Le indicazioni dell’Onu e le direttive dell’Ue vanno tutte in questa direzione. Impegnarsi per la riduzione delle emissioni di gas CO2-equivalenti, lungo le filiere, e preoccuparsi (sottolineo il pre…) della tutela dell’ambiente, è un dovere di tutti. Conoscere i nomi dei 24.142 firmatari dovrebbe essere lecito solamente per ringraziarli individualmente per la loro nobile e generosa responsabilità ambientale“.