Pronto soccorso in Friuli, ecco quanto tempo serve davvero per farsi visitare

I tempi di permanenza nei Pronto Soccorso del Friuli.

Nuovi dati dell’Agenas gettano luce sullo “stato di salute” dei sistemi sanitari regionali: l’Agenzia, infatti, ha pubblicato una relazione sulle Reti Tempo-Dipendenti, ossia quelle strutture che prendono in carico pazienti con patologie in cui per le quali le conseguenze sono fortemente condizionate dalle decisioni e dagli interventi messi in atto nelle prime ore dall’insorgenza dei sintomi, come ictus o eventi cardiaci; nel report sono anche considerati i tempi di permanenza (tra attesa, presa in carico e dimissioni) nei Pronto Soccorso.

In questo particolare contesto, le strutture sanitarie del Friuli hanno tempi di permanenza più lunghi della media italiana: per i codici bianchi, la media nella nostra regione è di 194 minuti contro i 164 nazionali; per i verdi 284 contro 229; per i gialli 521 contro 416. Solo per i rossi, il tempo è inferiore: 394 minuti contro i 403.

Scendendo nello specifico delle diverse ex province del Fvg, i tempi di permanenza più lunghi si hanno nelle strutture dell’ex provincia di Gorizia e di Pordenone per il codice bianco, di Udine e di Gorizia per il verde, di Gorizia e di Trieste per il giallo. Sempre secondo il report, comunque, nella nostra regione “solo” il 5,66% dei pazienti che si presentano al pronto soccorso lascia l’ospedale prima di essere visitato dal medico o durante gli esami, in confronto alla media nazionale del 6,29%.

Nel complesso, comunque, la rete del Fvg relativa all’emergenza-urgenza si piazza ad un livello intermedio (54,37%): “La percentuale di ricoveri di pazienti provenienti dal PS sul totale di ricoveri è abbastanza in linea con la media nazionale. Ottima la percentuale di ricoveri sul totale degli accessi al PS indipendentemente dal codice triage. Si notano tempi di attesa elevati in termini di tempo di permanenza in PS, indice che i PS trattano e dimettono i pazienti direttamente in sede dell’area emergenza urgenza privilegiandolo rispetto al ricovero e con bassa percentuale di abbandono” è la sintesi dell’Agenas.

Anche le altre reti tempo-dipendenti considerate si piazzano ad un livello intermedio: quella cardiologica d’urgenza col 66,61% e quella relativa agli ictus col 55,07%. La regione ha ottenuto un buon risultato nel trattamento degli infarti entro 90 minuti con l’angioplastica coronarica (45,41%), sebbene ci sia spazio per miglioramenti nella provincia di Udine (29%), probabilmente a causa di un elevato carico assistenziale e/o problemi di codifica.

Per quanto riguarda la mortalità a 30 giorni dopo il ricovero per infarto miocardico acuto il tasso è dell’8,08%, considerato accettabile mentre dopo l’intervento di bypass aorto-coronarico è dello 0,60%, considerato buono. In merito all’ictus, la mortalità a 30 giorni per pazienti con ictus ischemico è del 12,69% (rispetto al 10,52% della media nazionale), suggerendo la necessità di aumentare il ricorso alla trombolisi e raffinare la diagnosi per ampliare le possibilità di trattamento.