Dal cartellino alle domande da fare: “Come riconoscere i veri venditori porta a porta”

Come riconoscere i venditori porta a porta in Friuli.

Suona alla porta un venditore: come si deve presentare e da quali frasi invece devo diffidare? Dopo le segnalazioni arrivate negli ultimi tempi da diversi comuni del Friuli, abbiamo parlato con Fabio Asilo – venditore porta a porta e libero professionista da 13 anni nel settore energetico -, per capire come riconoscere un venditore professionista da uno che non lo è.

Innanzitutto il venditore si identifica con nome e cognome, specificando l’azienda per cui lavora e di cosa si occupa. Questo dovrebbe far capire già se la persona è li per un servizio, un prodotto da vendere, o vuole entrare in casa per altri motivi”, afferma Asilo.

Se non si identifica con un’azienda specifica?

“Si tratta di agenti plurimandatari, i liberi professionisti che posseggono partita IVA e possono lavorare per diverse aziende, facendo consulenze energetiche a seconda delle esigenze del cliente. È importante che l’agente non sia fuorviante e presentarsi a nome di un’azienda e poi proporre altro“.

Esistono anche dei contrassegni per riconoscere un venditore qualificato? Deve avere un abbigliamento specifico?

Il cartellino deve essere in vista o comunque nel proprio raccoglitore di lavoro da esporre ogni volta che viene richiesto. L’identificativo deve essere completo di nome e cognome, azienda per cui si lavora, codice agente e sarebbero preferibili anche i recapiti come numero verde. Anche l’abbigliamento conta. Se lei va da un avvocato e lo vede dietro alla sua scrivania in tuta da ginnastica che impressione può farle? Un abbigliamento formale e distinto è sempre esempio di professionalità, competenza e sicurezza. Ma poi questo è sempre a discrezione del venditore: l’occhio nella vendita è giusto che voglia la sua parte”.

La maggior parte dei venditori chiede subito di mostrare le proprie fatture o bollette. È la procedura è corretta?

“Se in un negozio di scarpe non chiedono il numero del cliente è inutile provarle tutte, quindi il venditore potrebbe mostrare tutti i servizi che offre, ma se non conosce le esigenze energetiche del cliente non può capire quale tariffa idonea applicare. Non tutte le famiglie consumano allo stesso modo, hanno case con stesse classi energetiche e questo quindi cambia di tanto la bolletta di ogni singolo cliente. Alla luce di ciò, è giusto mostrare una bolletta, il venditore fa la sua offerta commerciale, poi il cliente è libero di aderire oppure no”.

Altri chiedono di vedere i contatori. La paura è che attraverso i dati anagrafici e i codici si possa attivare un contratto a nostra insaputa.

“Ciò non è possibile nella maniera più assoluta. I contratti sono, come scritto nelle leggi italiane, “accordi tra due parti” quindi non si sottoscrive un contratto ad insaputa. I clienti devono obbligatoriamente firmare, mostrare un documento di riconoscimento, confermare con una telefonata registrata e in ogni caso avere diritto a 14 giorni di ripensamento”.

Chi chiamare in caso di dubbi sul comportamento del venditore?

“La società con cui il venditore ha proposto il servizio, così da accertarsi che le tariffe proposte siano effettivamente quelle. Viene firmata una richiesta di adesione al contratto, quindi il cliente ha sempre 14 giorni per ripensarci”.

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