Nel 2025 quasi 50mila presenze. In arrivo Giro d’Italia, raduno Alpini e le celebrazioni del terremoto.
Il turismo continua a crescere nel Gemonese, con numeri che confermano la crescente attrattività del territorio anche a livello internazionale. Nel 2025 le presenze turistiche nel Comune di Gemona del Friuli hanno sfiorato quota 50mila, registrando un aumento del 15,4% rispetto all’anno precedente e del 33% rispetto al periodo pre-pandemia del 2019.
Particolarmente importante è la crescita della componente internazionale: i turisti stranieri rappresentano oggi circa i due terzi delle presenze complessive, con un incremento di oltre il 65% rispetto al 2019. Un segnale, secondo la Regione, della capacità del territorio di posizionarsi sempre più come meta per il turismo europeo legato alla natura, allo sport e ai cammini.
I dati sono stati al centro dell’incontro che si è svolto a Gemona tra l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini e il sindaco Roberto Revelant, dedicato alle prospettive di sviluppo del turismo outdoor, alla promozione sui mercati internazionali e alla valorizzazione delle ciclovie e dei percorsi di pellegrinaggio.
Gemona si prepara ai grandi eventi del 2026.
Il 2026 si preannuncia un anno particolarmente importante per la località pedemontana, che ospiterà diversi eventi di rilievo nazionale e internazionale. Le commemorazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, il Raduno Triveneto degli Alpini e la penultima tappa del Giro d’Italia.
“Quest’anno la località avrà un ruolo centrale per l’incoming turistico regionale – ha spiegato Bini – ospitando eventi di rilievo nazionale e internazionale: alle commemorazioni per i 50 anni dal terremoto, si sommeranno a giugno il Raduno Triveneto degli Alpini e la partenza della penultima tappa del Giro d’Italia, il 30 maggio. Si tratta di grandi occasioni di visibilità, che Gemona, con il supporto di Regione e PromoTurismoFVG, è pronta a cogliere”.
Turismo lento e outdoor, la strategia della Regione
Durante il confronto è stato ribadito il ruolo strategico che Gemona riveste nello sviluppo del turismo lento in Friuli Venezia Giulia. Il territorio si trova infatti al crocevia di alcune delle principali ciclovie regionali ed è un punto di riferimento per diverse attività all’aria aperta, dal volo libero ai cammini religiosi.
Tra questi spicca il Cammino di Sant’Antonio, considerato il primo percorso devozionale in Italia percorribile sia a piedi sia in bicicletta. Un’offerta che negli ultimi anni ha attirato sempre più visitatori provenienti dall’estero.
Secondo l’assessore Bini, proprio questa vocazione rappresenta uno degli assi portanti delle politiche turistiche regionali. “La sinergia tra Regione e Comune – ha proseguito Bini – è la condizione indispensabile per consolidare il percorso avviato: con il nuovo Codice regionale del commercio e del turismo abbiamo dotato il Friuli Venezia Giulia di uno strumento moderno, che riconosce esplicitamente il turismo lento — ciclovie, cammini, attività outdoor — come asse strategico dello sviluppo territoriale. Gemona e il comprensorio Sportland hanno fatto da apripista in quest’ambito e sono un esempio virtuoso degli obiettivi che il nuovo testo di legge si pone, per valorizzare le peculiarità naturalistiche del territorio e promuoverlo sui mercati internazionali”.
“Puntare sul turismo outdoor e lento — ha concluso Bini — non è solo una scelta di sostenibilità, ma una strategia economica concreta, con ricadute reali su tutto il tessuto produttivo locale“.
