L’aeroporto Duca d’Aosta di Gorizia-Savogna si prepara a ospitare la produzione del WF-X, il nuovo aereo anfibio antincendio di ultima generazione. Presentato dalla 19-01 Holding alla presenza del ministro Ciriani, il progetto promette una vera rivoluzione industriale per il Friuli Venezia Giulia: un investimento che, stando ai numeri illustrati oggi, porterà 1.200 assunzioni dirette, un indotto di 9.500 posti di lavoro e un effetto sul Pil regionale superiore ai 5 miliardi di euro.
Una piattaforma multiruolo e riconvertibile
Lo stabilimento di 10 ettari produrrà un velivolo multiruolo che integra tecnologia avanzata, intelligenza artificiale e sistemi di gestione dati in tempo reale. Il WF-X è progettato per la lotta agli incendi boschivi, ma la sua struttura ne permette l’impiego anche per pattugliamento marittimo, ricerca e soccorso, evacuazione medica e protezione civile. Inoltre, il velivolo potrà essere configurato per il trasporto passeggeri in aree con infrastrutture limitate, garantendo una rilevanza strategica costante per il polo industriale isontino.
Bernardis: “Una sfida per il futuro del territorio”
Il consigliere regionale Diego Bernardis (Fedriga presidente) sottolinea la portata dell’operazione: “È una sfida industriale ambiziosa, che ha le potenzialità per offrire all’Isontino un’opportunità di sviluppo di proporzioni internazionali. Se oggi l’area goriziana può attrarre simili prospettive, è perché in questi anni non abbiamo mai smesso di tutelare lo scalo”.
Bernardis ricorda l’impegno della Regione nel preparare il terreno: “Già in passato garantivamo risorse vitali: dai 150mila euro per la redazione dei piani urbanistici essenziali, fino ai 2,5 milioni di euro per la riqualificazione. Abbiamo costruito le condizioni strutturali affinché il territorio fosse attrattivo per un investimento destinato a durare decenni, a beneficio esclusivo delle nostre comunità e delle future generazioni”.
Fasiolo: “Prudenza, logistica e formazione”
La consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) guarda con favore alle nuove prospettive ma invita alla concretezza: “La prudenza è d’obbligo, ma finalmente si profila un progetto capace di dare nuove prospettive ai giovani, alla città e all’intero Isontino. Un’opportunità importante che va però valutata con attenzione, verificando con prudenza tutti i passaggi e lo sviluppo del prototipo”.
Fasiolo pone l’accento sulla necessità di competenze regionali: “La nuova struttura dovrà prevedere lo sviluppo dell’area interporto di Gorizia e il potenziamento ferroviario. È necessaria la presenza di personale formato con specializzazioni post diploma e per questo va prevista fin d’ora la presenza di sedi coordinate in rete con l’Its Academy Udine e l’Its Accademia Nautica dell’Adriatico”.
Produzione nazionale e impatto ambientale
Il 75% del velivolo sarà realizzato da aziende italiane, con l’assemblaggio finale a Gorizia. Il progetto risponde anche a un’urgenza globale: solo nel 2023 gli incendi hanno prodotto il 23% della CO2 mondiale. La certificazione del velivolo è attesa nel 2031 e l’avvio della produzione l’anno successivo.
