Latisana ricorda Enea Codotto, il carabiniere morto a 25 anni per difendere lo Stato

Il vice governatore Mario Anzil a Gorgo di Latisana per il 45° anniversario della morte dell’appuntato dei Carabinieri Enea Codotto

Enea Codotto morì nel 1981, in uno scontro a fuoco con i Nar.

Con una cerimonia sobria e solenne, la comunità regionale ha ricordato oggi il sacrificio dell’appuntato dei Carabinieri Enea Codotto, Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria. “Questa cerimonia offre alla comunità l’opportunità di ricordare e ringraziare chi ha servito, anche con la vita, la difesa delle libere istituzioni. Un impegno che ciascun uomo in divisa – anche quella dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri – sente di onorare ogni giorno per le istituzioni e la comunità”, ha dichiarato il vicegovernatore Mario Anzil, intervenuto a Gorgo di Latisana per portare il saluto dell’Amministrazione regionale.

Il sacrificio di Enea Codotto

Codotto perse la vita in servizio il 5 febbraio 1981, a soli 25 anni, assieme al collega Luigi Maronese di Treviso, durante un conflitto a fuoco con terroristi di estrema destra affiliati ai Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) nei pressi di Padova. La commemorazione, promossa dalla sezione di Latisana dell’Associazione Nazionale Carabinieri, ha visto la partecipazione del comandante della Legione Carabinieri Friuli Venezia Giulia, Gabriele Vitaliano, del sindaco di Latisana Lanfranco Sette, numerosi rappresentanti delle autorità civili e militari e di cittadini locali.

Celebrazione religiosa e interventi istituzionali

La cerimonia si è aperta con la celebrazione religiosa nella chiesa parrocchiale, officiata da don Fabio Filipputti e da don Albino D’Orlando, cappellano militare presso il Comando Legione Carabinieri.

Nel suo intervento, Anzil ha sottolineato l’essenziale valore del servizio e della responsabilità civile: “Credo che questo sia il modo migliore per ricordare chi ha pagato questo impegno. Il bene comune non sono parole vuote, ma passione civica che ognuno, nel proprio ruolo, deve dedicare agli altri. La comunità è solidale o non è; è sociale o non è”.

Memoria e coesione sociale

Il vicegovernatore ha anche richiamato la volontà della Regione di rinnovare il proprio omaggio a chi ha sacrificato la vita per il Paese, ribadendo “l’importanza della memoria come fondamento della coesione sociale e della cultura civica, nella convinzione che l’Italia migliore, quella maggioranza magari silenziosa, guarda con affetto agli eroi di ieri e di oggi che difendono la Patria e le libere istituzioni”.

Tra i partecipanti alla cerimonia anche la consigliera regionale Maddalena Spagnolo: “Enea Codotto ha dato la sua vita per la sicurezza della collettività, offrendo un esempio che deve essere un faro nel nostro cammino e anche nella nostra azione istituzionale – ha detto -. Questa giornata deve essere anche l’occasione per ringraziare tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che svolgono un lavoro fondamentale, troppo spesso dato per scontato”.