Da Haydn a Piazzolla, la Val Saisera si emoziona con le Vibrazioni di Risonanze

Il concerto Vibrazioni del Festival Risonanze.

Una cornice naturale perfetta per le “vibrazioni” più belle. Non a caso, era questo il nome del terzo concerto del Festival Risonanze 2020 in cartellone, andato in scena ieri. In una Val Saisera letteralmente presa d’assalto da escursionisti e turisti è andato ieri in scena il secondo appuntamento di Risonanze in collaborazione con il circuito Carniarmonie.

Vibrazioni” il titolo del programma offerto dall’Accademia d’Archi Arrigoni diretta dal maestro Domenico Mason. Christian Sebastianutto al violino ha restituito con freschezza e naturalezza la partitura del concerto per violino e orchestra di F.J. Haydn: il giovane talento regionale la dato prova non solo di virtuosismo, ma di grande cantabilità nei diversi registri dello strumento. La suite per archi di L. Janáček ha trasportato il pubblico in un’altra epoca musicale e in un’atmosfera che sembrava sposarsi alla perfezione con il meteo del momento: qualche nube aveva coperto il sole pomeridiano, restituendo un bosco più scuro ma evocativo, quasi metafora dell’anno particolare che stiamo vivendo.

Il finale del concerto ha regalato grandi emozioni e l’incanto del tango di Piazzolla magistralmente restituito da Marco Gerolin alla fisarmonica: il pluripremiato artista regionale sembrava quasi ispirato dalla natura circostante, ha fatto cantare il proprio strumento incantando e ammaliando il folto pubblico, amalgamando alla perfezione il proprio suono con quello dell’orchestra. Marco canta sui tasti, respira con il mantice dello strumento, indugia in frasi musicali ben tornite, restituendo con grande eleganza le pagine del compositore argentino. Persino il sole alla fine torna ad illuminare il bosco di abeti e faggi, con le sue mille sfumature di verde, che fa da cornice a Risonanze.

Ancora un bis per il giovane fisarmonicista: la celebre “Amapola”, che incanta ancora tutti assieme al suo piccolo aneddoto, in cui racconta di averla suonata per il nonno emigrato in Argentina mentre quest’ultimo piangeva commosso. In finale l’accademia regala un omaggio al maestro Morricone: con “C’era una volta il West” è palpabile l’emozione generale. Applausi, molti applausi da parte del pubblico caloroso per un bel pomeriggio nel cuore degli Abeti di Risonanza.

Il Festival dedicato al “legno che suona” organizzato dal Comune di Malborghetto-Valbruna in sinergia con Fondazione Bon e il circuito Carniarmonie. Alla rassegna offrono un contributo rilevante anche Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Uti Canal del Ferro Valcanale e Consorzio Bim Drava.

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