Allarme truffa sui Casoni di Marano: “Non donate soldi online, l’asta è già chiusa”

Una raccolta fondi “fantasma” per l’acquisto dei casoni lagunari di Marano fa scattare l’allerta del Comune. L’amministrazione ha lanciato un avviso urgente alla cittadinanza dopo che la colletta online, promossa in forma anonima, ha cominciato a girare su diverse piattaforme. Un’iniziativa da cui il sindaco Mauro Popesso prende le distanze.

L’asta è già finita: il rischio raggiro

Il paradosso della raccolta fondi sta nei fatti: i due casoni in questione sono stati già aggiudicati a un privato lo scorso 2 aprile, a seguito di un’asta pubblica. Donare denaro oggi per un acquisto ormai concluso non ha dunque alcuna utilità pratica.

Non esiste alcun comitato o organizzazione riconosciuta dietro questo appello — chiariscono dal Comune — e il rischio è che la generosità dei maranesi venga sfruttata per fini illeciti”. L’amministrazione sospetta che dietro lo schermo dell’anonimato si nasconda un tentativo di frode, motivo per cui il legale dell’ente sta già valutando il ricorso alle vie giudiziarie per bloccare la colletta. Per evitare raggiri, il sindaco Popesso invita a non effettuare alcun versamento a soggetti ignoti e a far riferimento solo al Comune per gli aggiornamenti sulla vicenda dei casoni.

La battaglia si sposta a Trieste

Se la raccolta fondi online è considerata un vicolo cieco, la vera partita per il futuro dei casoni si gioca nelle aule di tribunale. Il Comune ha infatti scelto la via del diritto, presentando ricorso al Commissario agli Usi Civici di Trieste.

La tesi dell’amministrazione è chiara: quelle aree sono demaniali e soggette a usi civici di caccia e pesca per l’intera comunità, il che le renderebbe non vendibili ai privati. La data chiave è l’8 maggio, quando l’udienza davanti al Commissario potrebbe ribaltare l’esito della vendita.