Un patrimonio unico del Friuli Venezia Giulia rischia di scomparire dalla disponibilità pubblica. I celebri casoni della laguna di Marano Lagunare, simbolo della tradizione locale e della vita lagunare, sono finiti all’asta e potrebbero presto diventare proprietà privata. Per evitarlo, è stato lanciato un ultimo, urgente tentativo: una raccolta fondi dal basso con scadenza fissata al 15 maggio 2026.
Un patrimonio storico e identitario a rischio
I casoni, caratteristici capanni di pesca realizzati in legno e coperti da canna palustre, rappresentano da secoli il cuore della cultura maranese. Non si tratta solo di edifici, ma di testimonianze vive di un rapporto antico tra uomo e laguna, capace di affascinare anche lo scrittore Ernest Hemingway durante i suoi soggiorni in queste zone.
Oggi, però, questo patrimonio rischia di essere sottratto alla collettività. A seguito delle vicende legate al fallimento della Molluschicoltura Maranese, diversi lotti lagunari sono stati messi all’asta dall’Istituto di Vendite Giudiziarie. Una situazione che ha suscitato forte preoccupazione tra cittadini e amministrazione, da sempre impegnati nella tutela degli usi civici e dell’accesso pubblico alla laguna.
La mobilitazione: “Ultimo argine contro la privatizzazione”
Di fronte all’avanzare della procedura, gli aggiudicatari provvisori hanno deciso di lanciare una mobilitazione concreta. L’obiettivo è raccogliere le risorse necessarie per acquistare i casoni e mantenerli accessibili, evitando che vengano trasformati in residenze private esclusive.
“È un ambiente che necessita di tutela, non di speculazioni immobiliari – spiegano i promotori –. Questa raccolta fondi è letteralmente l’ultimo argine per impedire che un pezzo della nostra identità venga recintato e venduto al miglior offerente”.
Come funziona la raccolta fondi
La campagna di crowdfunding è già attiva e aperta a tutti coloro che vogliono contribuire alla salvaguardia della laguna a questo link.
Il termine è improrogabile: 15 maggio 2026. Oltre questa data, il destino dei lotti potrebbe diventare definitivo. Le donazioni sono possibili attraverso la piattaforma GoFundMe, dove è stata pubblicata la pagina ufficiale dell’iniziativa. Tutto il ricavato sarà destinato esclusivamente all’acquisizione dei beni e alla loro gestione a fini civici, con l’obiettivo di promuovere un turismo lento, sostenibile e legato alle tradizioni locali.
La partita si gioca nelle prossime settimane. Da un lato, la velocità delle procedure giudiziarie; dall’altro, la volontà di una comunità che non intende perdere uno dei simboli più autentici del proprio territorio.
