Il maltempo che ha colpito il Friuli Venezia Giulia nelle ultime ore sta lasciando la regione, dopo aver provocato allagamenti in alcuni comuni, la chiusura di alcuni guadi e accumuli di pioggia superiori ai 340 millimetri nelle zone montane. La Protezione civile regionale ha comunicato la conclusione dell’allerta meteo, mentre il fronte freddo atlantico si sta spostando verso i Balcani.
Le precipitazioni più intense hanno interessato soprattutto la montagna friulana e il Pordenonese. A Malga Valine sono caduti complessivamente 348 millimetri di pioggia, mentre a Piancavallo si sono raggiunti i 300 millimetri e nell’area dell’invaso di Ca’ Selva i 296 millimetri. Valori particolarmente elevati anche a Chievolis, con 291 millimetri, e a Poffabro, con 283 millimetri.
Allagamenti e strade chiuse
Durante l’ondata di maltempo, alla Sala operativa regionale e al Numero unico di emergenza 112 sono arrivate segnalazioni di allagamenti ad Aviano, Budoia, Fanna, Meduno, Polcenigo, San Giorgio della Richinvelda e Villa Santina. A Forgaria nel Friuli è stata inoltre segnalata una caduta di massi. Le piogge hanno avuto ripercussioni anche sulla viabilità. Il Comune di Tolmezzo, in seguito all’emissione dell’allerta regionale, ha disposto la chiusura al traffico veicolare e pedonale della strada tra il cimitero di Fusea e Cazzaso Nuova, fino al termine dell’allerta.
Sono stati inoltre chiusi il guado di Rauscedo sul torrente Meduna e quello di Murlis sui torrenti Cellina e Meduna. Per questi attraversamenti il comunicato non indica ancora la riapertura. Nonostante le abbondanti precipitazioni, i principali fiumi della regione sono rimasti al di sotto dei livelli di guardia. Sono stati tuttavia superati i livelli di attenzione su alcuni corsi d’acqua, tra cui il torrente Colvera a Maniago, l’Arzino a Ponte Armistizio e il Cosa a Travesio. I livelli risultano ora in diminuzione.
Piogge eccezionali sulle montagne, vento fino a 87 chilometri orari
I dati raccolti dalla rete meteorologica regionale, aggiornati alle 6 di giovedì 22 ottobre, fotografano l’intensità delle precipitazioni. A Malga Valine, oltre al totale di 348 millimetri, sono stati registrati 300 millimetri in appena 12 ore, mentre a Piancavallo ne sono caduti 274 nello stesso intervallo.
Accumuli importanti anche a Sella Chianzutan, con 249 millimetri complessivi, Cazzaso con 231, Malga Chiampiuz con 218 e Villa Santina, nella zona del torrente Degano, con 194 millimetri. In pianura le precipitazioni sono state generalmente più contenute, pur con differenze significative tra le varie località. A Osoppo sono stati registrati 107 millimetri, mentre Fagagna e Magnano in Riviera hanno raggiunto i 70 millimetri. Molto inferiori gli accumuli sul Carso, con 7 millimetri a Basovizza e 4 a Doberdò del Lago.
A complicare la situazione sono state anche le forti raffiche di vento. Il valore massimo è stato registrato a Malga Rest, con 87 chilometri orari, seguito dai 77 chilometri orari di Casera Zoufplan bassa e dai 76 della Pala d’Altei. Raffiche fino a 75 chilometri orari sono state rilevate anche a Osoppo e al Rifugio Maniago, mentre a Gemona del Friuli il vento ha raggiunto i 63 chilometri orari. Sulla costa si sono registrati 59 chilometri orari a Grado, 56 a Lignano Sabbiadoro e 55 a Muggia. Durante l’evento temporalesco sono state inoltre rilevate circa 300 fulminazioni al suolo. Al largo di Grado, il 21 ottobre alle 10, l’altezza media delle onde ha raggiunto un picco di 2,25 metri.
Ancora piogge al mattino, poi il miglioramento. Arriva il freddo
Per la mattinata di oggi, giovedì 22 ottobre, sono previste ancora precipitazioni residue, soprattutto sulle zone orientali del Friuli Venezia Giulia. Non si esclude qualche ulteriore temporale verso la costa, mentre in pianura soffierà vento sostenuto da nord e sul litorale si farà sentire la Bora. In montagna è tornata anche la neve. Sulla fascia alpina le nevicate interessano le quote superiori ai 1.500 metri circa, ma sulle Alpi Giulie la quota neve potrebbe scendere fino a 1.200 metri nel corso della mattinata.
Il miglioramento inizierà dalla tarda mattinata, a partire dalla Carnia e dai settori occidentali della regione. Nel pomeriggio il tempo diventerà progressivamente più stabile ovunque, con venti in attenuazione. L’allontanamento del fronte atlantico lascerà però spazio a correnti più fredde e secche. Nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre è atteso un deciso calo delle temperature, che segnerà il ritorno di condizioni più fredde dopo il passaggio della perturbazione.

