È stato inaugurato sabato a Pordenone il Sentiero delle Operaie, nuovo percorso ciclopedonale immerso nel verde che collega l’area del Parco Flu verso Viale Martelli, restituendo ai cittadini uno scorcio storico del fiume Noncello e completando un disegno di connessione lenta che attraversa l’intera città. Il tracciato riprende il passaggio utilizzato per decenni dalle lavoratrici del cotonificio Amman, che percorrevano questo sentiero quando ancora non esisteva il ponte di Viale Martelli, contribuendo in modo silenzioso allo sviluppo industriale di Pordenone.
Il nuovo tratto si inserisce in una strategia di lungo periodo di valorizzazione del sistema fluviale e dei parchi cittadini, che oggi consente a chi si muove a piedi o in bicicletta di compiere di fatto il giro della città sfruttando una rete di percorsi verdi quasi completamente collegati.
I dettagli dell’intervento.
Il nuovo tratto del Sentiero delle Operaie si sviluppa per circa 500 metri di pista ciclabile nel verde, che si aggiungono ai tratti già realizzati nei mesi precedenti, consentendo oggi a molti cittadini di compiere il giro dei parchi praticamente in continuità. L’infrastruttura è parte di un progetto più ampio che ha riguardato anche la riqualificazione dell’area di vicolo San Giuliano, con la realizzazione della nuova rete fognaria e delle asfaltature, con una visione integrata di riqualificazione dell’intera area.
I lavori del cantiere per il tratto inaugurato oggi sono iniziati nella seconda parte del 2025, con l’apertura operativa a settembre, e si sono sviluppati in circa sei mesi di attività, comprendendo demolizioni, modellazione del tracciato e sistemazioni paesaggistiche. L’investimento complessivo per l’infrastruttura viaria e ciclabile ammonta a 1,2 milioni di euro, finanziati in larga parte con fondi ministeriali e con una quota di 200.000 euro di cofinanziamento comunale per le integrazioni necessarie.
Il sentiero si sviluppa in un’area protetta dall’argine del Noncello e progettata per essere percorribile in sicurezza durante tutto l’anno. Nelle aree prospicienti al tracciato partiranno a breve i lavori di innalzamento dell’argine, finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia e oggetto di un’apposita commissione illustrativa: un intervento che rafforzerà ulteriormente la protezione del sentiero e dell’intera area. In prospettiva, l’amministrazione punta a completare i collegamenti verso il Lago della Burida, tra Piazza Lozer e via Terme Romane e tra l’imbarcadero, Via Pola e la ciclopedonale del Bosco Fluviale, così da rendere ancora più capillare la rete ciclabile.
Un nome che richiama la storia della città.
Il nome “Sentiero delle Operaie” richiama esplicitamente la storia delle donne che, in assenza del ponte di Viale Martelli, percorrevano ogni giorno questo tracciato tra il centro storico e il cotonificio Amman, contribuendo allo sviluppo industriale di Pordenone in un’epoca in cui la città era uno dei poli manifatturieri più dinamici del Paese. Attraverso questi sentieri passavano le operaie che hanno creato benessere per la comunità, in anni in cui la vocazione produttiva del territorio ha posto le basi per la Pordenone di oggi.
Oggi quel percorso diventa un simbolo di riconoscimento e restituzione di memoria a un protagonismo collettivo spesso rimasto in silenzio. La grande partecipazione di cittadini all’inaugurazione – con famiglie, bambini e il primo passaggio in bicicletta casualmente, ma significativamente, fatto dal piccolo Mattia di due anni e mezzo – testimonia come il Sentiero delle Operaie sia percepito come un’opera attesa e sentita, al centro anche del Contratto di fiume Noncello che punta a valorizzare e riscoprire l’intero ambito fluviale cittadino.
Le dichiarazioni.
“Il Sentiero delle Operaie è una parte della storia della nostra città – ha spiegato Alessandro Basso, sindaco di Pordenone – questo era il percorso quotidiano delle lavoratrici del cotonificio Amman, che per decenni hanno attraversato il Noncello per andare in fabbrica e tornare a casa. Oggi restituiamo quel passaggio alla comunità, in una veste nuova, sicura e immersa nel verde, e lo colleghiamo tanto alla nostra memoria industriale quanto ai grandi contenitori culturali su cui stiamo investendo”,
Basso aggiunge: “Le opere sul Noncello – dal sentiero al sovralzo dell’argine – sono interventi complessi, che non portano voti ma futuro: l’innalzamento dell’argine, ad esempio, potrà togliere dal rischio esondazione migliaia di residenti, restituendo urbanisticamente intere aree oggi vincolate. Sono scelte che comportano cantieri impegnativi e qualche disagio, ma ridisegnano una città più sicura, più verde e più connessa. Con il Sentiero delle Operaie, Pordenone è più ricca, più bella e più consapevole della propria storia”.
Mattia Tirelli, assessore comunale all’ambiente, dichiara: “Con il Sentiero delle Operaie aggiungiamo un tassello importante alla nostra rete di mobilità dolce: oggi chi vuole, a piedi o in bicicletta, può davvero fare il giro della città, perché i parchi sono quasi tutti collegati e possiamo goderci la primavera con le due ruote, a piedi e con i bambini in tutti i modi. Pordenone gestisce oltre 200.000 metri quadri di verde urbano, per un totale di 1,2 milioni di metri quadri: è circa un terzo di Central Park a New York, un risultato straordinario frutto del lavoro del nostro team del verde e di GEA”.
Tirelli aggiunge: “Con gli 1,8 chilometri di nuovi percorsi aperti tra la ciclabile delle Grazie, il Bosco Fluviale verso la Burida e questo tratto, portiamo la rete ciclabile protetta a 53,4 chilometri. L’intervento si integra con le opere sulla rete fognaria di vicolo San Giuliano: è un progetto complessivo che guarda alla qualità urbana e alla storia del quartiere. Abbiamo inoltre intercettato circa 60.000 euro dalla Regione per recuperare tre lavatoi storici: il lavatoio di San Giuliano lungo il sentiero, il lavatoio di Via Meduna a Borgo Meduna e il lavatoio di Via Maggiore a Rorai. Stiamo predisponendo anche nuova segnaletica e QR code, già presenti sul sentiero che è un pezzo del Contratto di fiume Noncello e della storia della città”.
Cristina Amirante, assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, afferma: “Questo intervento ha un valore altissimo: non è solo una ciclabile, ma un vero corridoio verde e blu che mette insieme acqua, parco urbano e biodiversità, collegandosi a un sistema più ampio che va oltre i confini comunali. Per la Regione è un modello per il Piano di governo del territorio e dimostra che le infrastrutture verdi possono diventare ossatura della pianificazione. Su percorsi come questo si è detto tanto, ad esempio sulla Noncello-Mare, ma oggi raccontiamo quanto è stato difficile realizzare un’opera di questo tipo: spesso ci si scontra con discariche di detriti lasciate da un passato non lontano, che rendono complesso intervenire. Qui il Comune ha fatto un lavoro fondamentale e la Regione sta lavorando perché le ciclabili non siano solo bandiere elettorali, ma interventi strutturali, legati ai contratti di fiume, alla nuova pianificazione urbanistica e a una visione di lungo periodo”.
Alessandro Ciriani, europarlamentare ed ex sindaco di Pordenone, ricorda: “Quando abbiamo presentato quest’opera nel 2017, non immaginavamo che sarebbe stata una “Salerno-Reggio Calabria” in miniatura. Non per mancanza di volontà, ma perché al primo colpo di benna, in quella che qualcuno descriveva come un’isola naturalistica incontaminata, sono emersi rifiuti pericolosi e inerti sepolti negli anni Sessanta con la dismissione di grandi aziende. È stata un’eredità pesante, che ha bloccato il cantiere per anni, ma grazie alla determinazione degli uffici e ai controlli oggi possiamo inaugurare un’opera che arricchisce la città e la sua offerta anche in vista della Capitale della Cultura”.
Lidia Diomede, assessore comunale a Mobilità, Trasporti, Viabilità e Urbanistica, sottolinea: “Inauguriamo oggi altri 500 metri di pista ciclabile nel verde che si aggiungono a tutti quelli realizzati nei mesi precedenti. È un’opera complicata, partita con la prima amministrazione Ciriani, che ha richiesto soluzioni tecniche particolari: il tracciato sembra semplice, ma in alcuni punti è stato necessario intervenire in modo puntuale e, come spesso accade nelle opere stradali, il lavoro più impegnativo è tutto sotto e non si vede. Per questo, poterla aprire oggi è una grande soddisfazione: i cittadini possono finalmente godersi un nuovo collegamento, in continuità con il resto della rete, in un contesto naturale di grande valore”.
