Tra i protagonisti della storia di Pordenone: il cavalier Gino Ruffati compie 100 anni

Un secolo di vita, lavoro e visione imprenditoriale racchiuso in una storia che si intreccia profondamente con quella della città. Il cavalier Gino Ruffati ha festeggiato lo scorso 27 marzo il traguardo dei cento anni e, nei giorni successivi, ha ricevuto la visita del sindaco Alessandro Basso, che gli ha consegnato una targa celebrativa a nome dell’Amministrazione comunale.

Alla cerimonia, semplice ma carica di significato, erano presenti i figli Donatella e Gianfranco, insieme a familiari e amici. Figura di riferimento per il tessuto imprenditoriale cittadino, Ruffati ha contribuito allo sviluppo del comparto delle macchine utensili, distinguendosi per visione e capacità di innovazione.

“Fare visita al cavalier Ruffati – ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso – è stato un onore e un privilegio. Cento anni di vita rappresentano un patrimonio inestimabile di esperienze, lavoro e storia. Gino è parte della storia di Pordenone: un uomo che, con tenacia e spirito imprenditoriale, ha saputo costruire realtà solide e contribuire alla crescita del nostro territorio. Come Amministrazione siamo orgogliosi di tributargli questo riconoscimento con profonda stima”.

La storia di Gino Ruffati.

Nato in una famiglia di commercianti, Ruffati sviluppò fin da giovane una forte passione per la meccanica e la progettazione, seguendo le orme del padre Marco. Dopo una prima esperienza alla Zanussi, avviò a soli 24 anni la produzione dei primi trapani a colonna nel garage di casa, specializzandosi nel settore delle macchine utensili.

Negli anni successivi fondò l’azienda F.lli Ruffati, poi divenuta Famup SpA e Serra-Mac SpA, realtà che arrivò a occupare circa 300 dipendenti, affiancata dalla società commerciale Univermac SpA. La sua attività si estese anche ai mercati internazionali, con esperienze in Venezuela e rapporti commerciali con Cina e Taiwan.

Nel 1970 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga gli conferì il titolo di Cavaliere della Repubblica. Ha proseguito la propria attività fino a circa 87 anni. Oggi il figlio Gianfranco ne continua l’eredità imprenditoriale, mentre la figlia Donatella gli è accanto nella vita quotidiana.