Nascita della Comunità Riviera, “dubbi su nomina Comitato e parità di genere”

I dubbi sul nuovo statuto della Comunità Riviera Friulana.

L’assenso alla nascita della Comunità Riviera Friulana è arrivato. Ma alcuni dubbi, nel merito del nuovo statuto, rimangono. Sono quelli espressi da Giuseppe Napoli, Daniele Zamarian, Alessandra Guidolin e Lorenzo Zanet, esponenti del gruppo consiliare di minoranza “Lista per Precenicco”, che mediante una lettera inviata ai 12 sindaci dei Comuni coinvolti nel nuovo ente non nascondono le loro “preoccupazioni”. Hanno sì votato favorevolmente al nuovo ente, per senso di responsabilità istituzionale, ma le perplessità restano.

“Pur condividendo lo sforzo che le nostre Amministrazioni stanno compiendo per dare concreta attuazione alla trasformazione dall’Unione territoriale intercomunale “Riviera Bassa Friulana” in Comunità Riviera friulana – scrivono i consiglieri – avvertiamo il bisogno di segnalare alcune scelte contenute nell’articolo 17 del nuovo Statuto, laddove si prevede la costituzione del Comitato Esecutivo, che ha il compito di collaborare con il Presidente. L’organo è composto da 2 membri individuati tra i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e almeno un membro individuato tra i Comuni con popolazione tra 5.000 e 10.000; presente anche un membro individuato tra i Comuni con popolazione sopra i 10.000 abitanti (quindi il Comune di Latisana, unico in tale situazione, scelta politicamente corretta atteso anche la valenza comprensoriale). Due sono i punti che non condividiamo in merito: la modalità di elezione – che di fatto riserva esclusivamente ai sindaci la possibilità di partecipare ai lavori del suddetto organo – e la mancanza di rispetto delle quote di genere”.

“In parole semplici – sintetizzano gli esponenti di Lista per Precenicco – l’assemblea della futura Comunità si compone dei 12 sindaci dei Comuni interessati. L’Assemblea dei 12 sindaci elegge un Sindaco al proprio interno a presiedere la Comunità. Quindi, l’Assemblea procede all’elezione dei restanti 4 Componenti del Comitato Esecutivo, scegliendo “esclusivamente” al proprio interno, “limitando” soltanto agli stessi sindaci la possibilità di farvi parte. Si esclude, quindi, la partecipazione non solo di altri amministratori (assessori e consiglieri), ma anche di profili esterni con competenze e professionalità specifiche. Ci sembra un modo discutibile, seppur rispettoso delle forme, salvo che non si pensi di richiamare quale modalità di apertura la previsione dell’articolo 9 dello Statuto “Forme di partecipazione e controllo dei Comuni”, che prevede la possibilità di istituire conferenze degli Assessori e/o Consiglieri comunali al fine di operare il raccordo tra esecutivo e Giunte, che è cosa “politicamente” assai diversa dal poter essere componente attivo dell’esecutivo”.

“In secondo luogo – incalzano Napoli, Zamarian, Guidolin e Zanet – un organismo così strutturato non permetterebbe di garantire la “parità di genere”, dato che in questo momento, su 12 sindaci, è presente un’unica donna. Pur non riscontrando tale obbligo nella normativa regionale, riteniamo sia importante introdurre un’azione positiva in merito, come previsto ad esempio dalla normativa nazionale circa la composizione della giunta comunale. In sintesi, riteniamo che, nominando anche soggetti al di fuori dei sindaci all’interno del Comitato Esecutivo, si potrebbero vedere coinvolte persone con specifiche competenze, nel rispetto della parità di genere”.

“Auguriamo un buon lavoro a tutti i sindaci e alle loro amministrazioni – così si conclude la lettera – con l’auspicio di far riflettere sulla questione da noi posta e certi che la nascita della Comunità Riviera Friulana possa rappresentare un’occasione di crescita e di sviluppo per tutto il territorio e, soprattutto, per i cittadini”.

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