Rendere l’arte uno strumento di conoscenza del paesaggio e di consapevolezza territoriale: questo l’obiettivo di AESON, un progetto artistico a cura dell’associazione Ecopark ets, che attraversa luoghi significativi del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia.
L’iniziativa affonda le sue radici a Fiumicello Villa Vicentina, dove 18 anni fa nacque l’AESON FESTIVAL, diventato col tempo uno degli appuntamenti più importanti di una nuova forma d’arte contemporanea, la land art, che prevede l’utilizzo di materiali naturali per la creazione delle opere. A trasformare gli elementi in veri e propri capolavori, il collettivo AESON, composto da una decina di artisti regionali attivi sul territorio, di cui quattro ne hanno fatto una professione a tempo pieno. A rendere il gruppo un unicum a livello europeo è il numero degli artisti in territorio regionale e la loro continua attività, che hanno portato gli artisti ad essere chiamati in tutta Italia e in Europa.
“Le basi del nostro lavoro sono la sostenibilità e la compatibilità ambientale”, spiega Devid Strussiat, membro del collettivo. “Il festival si svolge a Fiumicello nella terza settimana di luglio e vede ogni anno sempre più partecipazioni. Per evitare che un’area così sensibile come la foce dell’Isonzo risentisse della pressione antropica, abbiamo sviluppato nuovi format per diffondere le nostre attività artistiche nel territorio, estendendo il progetto. Dal 2023, in occasione di Nova Gorica – Gorizia capitale europea della cultura 2025, abbiamo portato la nostra proposta artistica lungo varie zone del fiume e ora ci stiamo espandendo in altre parti della regione, con un programma denso e articolato”, continua.
Non solo opere d’arte, ma anche eventi collaterali che arricchiscono l’iniziativa diffusa: “ Spettacoli e produzioni di danza, musica e performance multimediali, in cui il paesaggio e le nostre realizzazioni fanno da scenografia, ci aiutano a veicolare il nostro messaggio. Crediamo fortemente nella collaborazione con altri artisti del territorio, e che ogni forma di espressione sia una risorsa preziosa per raccontare i luoghi che abitiamo”.
La collaborazione con la comunità diventa quindi fondamentale: “Il lavoro non parte dalle opere, ma dalla ricerca insieme alle persone che vivono nel territorio. I nostri interventi dialogano con gli attori del luogo, descrivono storie e racconti, e rappresentano un’occasione per parlare di paesaggio. L’opera diventa un tramite per capire come prendersi cura della natura consapevolmente, perché le scelte collettive sono strettamente legate alla consapevolezza ambientale”.
Tra le opere più recenti, spicca il Drago del fiume Judrio, che “nasce come simbolo per non dimenticare la forza della natura quando si progettano interventi di sviluppo. Le piene di fiumi a carattere torrentizio come lo Judrio sono fenomeni comuni ed è importante esserne consapevoli”, aggiunge Strussiat.
Il drago è stato realizzato grazie alla sinergia con l’associazione Amîs dal Mont Quarine e l’associazione Judrio. “Abbiamo iniziato con delle libellule sul Monte Quarin, poi il progetto si è evoluto. L’opera nello specifico è di Rodolfo Liprandi, originario della Bassa friulana e oggi residente in Polonia. Abbiamo sviluppato il lavoro partendo da una leggenda che vede protagonisti un cavaliere che difende il fiume Judrio da un drago. Riscoprire oggi queste narrazioni significa anche recuperare moniti ambientali, utili a riportare attenzione e curiosità verso la natura. Il nostro lavoro è attualizzare queste storie, cercando di stimolare una riflessione su ciò che abbiamo attorno”, conclude l’artista.
Per scoprire tutti gli eventi visita il sito https://www.aeson.it/
