Export del prosciutto di San Daniele: crescita record in USA e Regno Unito.
Il 2025 si chiude con un verdetto chiaro: il mondo non rinuncia al Prosciutto di San Daniele. Nonostante le turbolenze dei mercati e lo spettro dei dazi, la DOP friulana mette a segno una crescita dell’export del 6%, spedendo oltreconfine circa 460.000 prosciutti. Oggi, quasi un San Daniele su cinque (il 18% della produzione totale) finisce sulle tavole internazionali, consolidando un successo che scavalca i confini europei e rafforza il posizionamento globale del marchio.
La spinta americana e la strategia dei dazi
Il vero motore dell’anno sono stati gli Stati Uniti, che hanno fatto registrare un balzo del 20% nei volumi: gli Usa sono, insieme alla Francia il principale sbocco commerciale, con il 23% dell’export totale ciascuno.
Un successo che nasce anche da una precisa dinamica commerciale, come spiegato dal Presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, Nicola Martelli: “Negli Usa il San Daniele registra andamenti molto positivi con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente anche per il fatto che l’imposizione dei dazi statunitensi ha probabilmente anticipato le vendite prima che i dazi fossero applicati nel secondo semestre dell’anno”. In breve, gli importatori hanno riempito i magazzini per blindare le scorte, confermando il San Daniele come un bene irrinunciabile per il mercato americano.
La riscossa globale: da Londra alla Polonia
Se gli USA corrono, il resto del mondo non sta a guardare. Il Regno Unito mette a segno un recupero straordinario del 37%, dimostrando di aver superato le barriere burocratiche degli ultimi anni e tornando a essere un partner privilegiato per il comparto.
Ma le vere sorprese arrivano dai nuovi mercati europei: la Polonia segna un incredibile +83% e i Paesi Bassi un +49%, a testimonianza di un’espansione capillare che premia la qualità del prodotto friulano. Bene anche la Germania, che cresce del 15%. Al contrario, si registrano flessioni in Australia e Brasile, dove le esportazioni hanno risentito delle contrazioni dei mercati locali e di flussi commerciali più altalenanti.
Un nuovo equilibrio tra Europa e resto del mondo
La mappa delle vendite rivela oggi un equilibrio quasi perfetto tra i paesi dell’Unione Europea (52%) e i mercati extra UE (48%). Questa quota fuori dai confini comunitari è cresciuta costantemente nell’ultimo lustro, segnando un aumento di tre punti percentuali rispetto a cinque anni fa.
Per quanto riguarda le preferenze dei consumatori internazionali, il 77% sceglie il formato disossato per evidenti esigenze logistiche e distributive, mentre il restante 23% punta sulla praticità delle confezioni in vaschetta, un segmento che continua a rispondere con forza alla domanda di prodotti “ready-to-go” di alta fascia.
Il valore dell’eccellenza internazionale
“La crescita registrata sui mercati esteri del 2025 conferma il valore e la riconoscibilità del Prosciutto di San Daniele DOP a livello internazionale” dichiara con soddisfazione il Martelli. Per il Consorzio, vedere il marchio competere e vincere in scenari così diversi è la prova definitiva della competitività del sistema Friuli.
“Tra i primi quattro principali Paesi di esportazione si trovano quindi i mercati tradizionali come Francia e Germania e mercati extra UE come Usa e Australia che dimostrano come il rafforzamento delle contrattazioni, anche nei paesi terzi, rappresenti un segnale importante per la competitività del comparto e per la valorizzazione dell’eccellenza che il nostro prosciutto esprime“.




