L’Apu Udine non segna mai da tre: sconfitta in casa della Maxima Roma

Terza sconfitta consecutiva per l’Apu Udine che cede sul campo della Maxima Roma 81 a 75 al termine di una partita equilibrata per 40 minuti. A condannare i friulani un’altra serata tragica al tiro da tre punti: 5 su 40 finale.

Come detto equilibrio massimo fin dall’inizio: Sisko si carica sulle spalle i suoi segnando i primi 7 punti. Mobio stoppa Tyson e lancia il contropiede chiuso da un bel canestro del giovane Cavallero per l’11-9. L’Apu ha la palla per chiudere in vantaggio il primo quarto, ma Battle viene derubato in palleggio e consente ad Holiday di appoggiare in solitaria il 22-19 del primo mini-intervallo a favore dei romani. Il secondo quarto inizia bene per Udine che piazza un parzialino di 11-4, segna anche Valentine ed è un evento. Due tiri liberi di un impalpabile Bendzius fissano il punteggio sul 40-35 Apu all’intervallo, nonostante un pessimo 4 su 18 da tre punti. Inizio di terzo quarto ancora favorevole ad Udine: Valentine con un passaggio tutto campo da quarterback pesca Sisko che appoggia facile per il 46-40. Valentine però comincia a disfare più che a fare: sparacchia alcuni tiri e perde un brutto pallone che Tyson schiaccia in contropiede per il 49 pari. Alibegovic, ex di serata, segna da 8 metri (55-49). L’Apu lotta come un leone: segna Sisko e poi Mobio allo scadere del quarto accorcia (59-58). Inizia l’ultimo quarto e Bucarelli segna dall’angolo da tre punti ed è sorpasso, ma sarà l’unico canestro dalla lunga su 22 conclusioni nel secondo tempo. Roma reagisce, ma Udine è sempre lì. Spencer pareggia a quota 70 a poco più di due minuti dalla sirena. Purtroppo Udine si ferma lì: Moon trova due canestri in uno contro uno che chiudono il discorso.

Top scorer per Udine Zan Sisko, autore di 13 punti. In doppia cifra Lorenzo Bucarelli a quota 10 e Denzel Valentine 10, ma con uno sciagurato 0 su 10 dalla lunga distanza.

Deluso in conferenza stampa coach Adriano Vertemati: “E’ stata una partita equilibrata che si è decisa nel finale. Abbiamo sprecato tanto, abbiamo sbagliato tantissimi tiri aperti nel primo tempo, poi la qualità dei nostri tiri si è abbassata. Abbiamo tirato 5 su 40 da tre che è il 13%, percentuale che si commenta da sola. Qualcuno deve tirare di meno e qualcuno deve cominciare a fare canestro perchè è il suo mestiere. Se vogliamo è un segnale positivo aver giocato fino alla fine la partita tirando così male”.

Le parole del presidente Alessandro Pedone: “Anche questa sera abbiamo dimostrato di saper difendere bene e di essere capaci di costruire buoni tiri, ma continuiamo a litigare con il canestro. È un problema che ci portiamo dietro da diverse partite e che dobbiamo assolutamente risolvere. Le nostre percentuali al tiro non sono all’altezza e, ancora una volta, quelle da tre punti sono state da minibasket. E’ evidente che, con numeri del genere, diventa estremamente difficile vincere una partita. Abbiamo finito per compromettere una gara che era alla nostra portata, permettendo a Maxima Roma di conquistare la vittoria. La cosa che lascia ancora più rammarico è che, nonostante queste difficoltà offensive, siamo riusciti a giocarcela fino alla fine, rimanendo punto a punto con i nostri avversari. Questo dimostra che la squadra ha delle qualità, che lavora e che riesce a costruire situazioni importanti, ma dobbiamo necessariamente trovare maggiore precisione e concretezza quando si tratta di mettere il pallone nel canestro. Non possiamo continuare a sprecare così tante opportunità. Voglio fare i miei complimenti a Mobio, Sisko e Bucarelli per quello che hanno messo in campo questa sera, per l’atteggiamento, l’energia e la determinazione con cui hanno affrontato la partita. Dobbiamo ripartire dalla difesa e migliorare l’attacco, contro Tortona serve una prova d’orgoglio. Adesso mi aspetto una reazione da parte di tutti. Domenica prossima torneremo al PalaCarnera Credifriuli per affrontare Tortona e dovremo dimostrare sul campo di aver imparato dagli errori. Servono maggiore lucidità, determinazione e soprattutto la capacità di concretizzare quanto di buono riusciamo a costruire. È il momento di reagire, tutti insieme”.