A Feletto i vent’anni di Progettoautismo: il Villaggio Cainero guarda al “Dopo di noi”

L’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi, all’apertura del festival "Oltre il Confine" per i 20 anni di Progettoautismo Fvg

Il percorso di Progettoautismo Fvg e il progetto del Villaggio di cohousing “Enzo Cainero” sono stati al centro dell’apertura del festival “Oltre il Confine”, organizzato a Feletto Umberto per i vent’anni della Fondazione. All’incontro, al Teatro Maurensig, è intervenuto l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi, che ha richiamato il valore delle risposte costruite insieme a famiglie, istituzioni e servizi.

«Progettoautismo Fvg ha saputo superare prima di tutto un limite culturale, dimostrando che la fragilità non può essere confinata in una scatola», ha detto Riccardi. Per l’assessore, le persone con autismo hanno bisogno di interventi «multidisciplinari, personalizzati e capaci di integrare salute e dimensione sociale»: un’impostazione che, secondo la Regione, ha guidato il lavoro della Fondazione e il sostegno alle sue iniziative.

All’apertura del festival sono arrivati anche i messaggi del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e del giornalista Toni Capuozzo. Era presente il sindaco di Tavagnacco, Giovanni Pucci. L’appuntamento ha offerto l’occasione per ripercorrere vent’anni di attività a Feletto Umberto, dove la Fondazione ha sviluppato proposte di sostegno, riabilitazione ed educazione per persone con disturbo dello spettro autistico, affiancando le famiglie nelle diverse fasi della vita.

Il ruolo delle famiglie e il sostegno della Regione

Riccardi ha attribuito un ruolo decisivo alla tenacia dei genitori che hanno cercato risposte per i propri figli. Ha citato Elena Bulfone ed Enrico Baisero, sottolineando che il loro impegno ha contribuito a costruire soluzioni rivolte anche ad altre persone autistiche e ai loro familiari. «È questa la lezione più importante di una storia di successo», ha affermato, ricordando il percorso con cui sono state aperte nuove possibilità e superati ostacoli.

L’assessore ha ricondotto il sostegno regionale alla collaborazione fra famiglie, istituzioni, servizi sociosanitari e comunità. «Quando le famiglie e le istituzioni riconoscono il valore di un’esperienza e lavorano insieme, possono costruire percorsi personalizzati», ha dichiarato. La Fondazione, nel corso degli anni, ha integrato competenze professionali, interventi individualizzati e iniziative rivolte all’inclusione e all’autonomia: elementi che fanno parte del modello richiamato durante l’incontro.

Nel suo intervento Riccardi ha definito questa collaborazione una forma concreta di sussidiarietà, spiegando che la scelta regionale di sostenere il progetto è nata dalla convinzione che fosse la strada giusta. Non una risposta limitata a un singolo servizio, dunque, ma un lavoro che mette in relazione la dimensione sanitaria e quella sociale, con percorsi costruiti attorno alle necessità delle persone e delle famiglie.

Il cohousing e la prospettiva del “Dopo di noi”

Tra le iniziative più rilevanti della Fondazione c’è il Villaggio di cohousing “Enzo Cainero”, sostenuto dalla Regione con un finanziamento pari al 70% del costo complessivo dell’opera, stimato in circa 10 milioni di euro. Per il progetto è stata posata la prima pietra nel novembre 2025. Il villaggio è pensato come una comunità in cui le persone con autismo possano vivere accanto ai propri familiari, con servizi di assistenza, spazi condivisi e opportunità per sviluppare autonomia.

Riccardi ha indicato nel villaggio un passaggio importante anche per affrontare le preoccupazioni legate al “Dopo di noi”, cioè alla possibilità che le persone con disabilità possano contare su forme di sostegno e abitare in un contesto adeguato anche quando i genitori non potranno più occuparsi di loro. «Non soltanto una soluzione abitativa, ma un modello di convivenza e sostegno reciproco», ha detto l’assessore, presentando l’opera come il risultato di una visione accompagnata dalla Regione.

Il festival “Oltre il Confine” ha così intrecciato la ricorrenza dei vent’anni della Fondazione con un progetto abitativo che, nelle parole di Riccardi, rende concreta una prospettiva per il futuro delle famiglie. Al centro del percorso restano la vita quotidiana delle persone con autismo, l’accompagnamento dei familiari e la ricerca di forme di autonomia sostenute da servizi e relazioni di comunità.