“Cosa succede quando una persona si guarda allo specchio e inizia a giudicarsi?”: Da questa domanda nasce a Tavagnacco in via Nazionale 8 il progetto Mirror Talk, ideato dalla make-up artist Samia Laoumri, originaria di Gemona del Friuli, e dedicato al rapporto tra immagine, identità e percezione di sé.
“Il percorso di Mirror Talk affronta i temi della bellezza, della percezione di sé stessi e del confronto, in un ambiente non giudicante. Non è un corso di make up: l’obiettivo è creare un ritratto in cui riconoscersi e non coprire o nascondere qualcosa. Il trucco diventa semplicemente la base di partenza e non un traguardo”, spiega Samia. “Il mio obiettivo è quello di insegnare a correggere le piccole imperfezioni, non a coprire o nasconderle. La consapevolezza del proprio corpo cambia tutto: il risultato è capirsi e imparare a non scappare da ciò che si vede, affrontando poi la quotidianità in modo diverso”.
Da due a cinque incontri per riscoprire la propria immagine
“Il percorso – prosegue – dura da un minimo di due ad un massimo di cinque sedute, in base alle esigenze e agli obiettivi, della durata di un’ora ciascuna. Non ci sono prodotti da comprare o discorsi motivazionali: il mio lavoro è quello di insegnare a guardarsi con occhi diversi per valorizzarsi al meglio, attraverso piccoli schemi replicabili anche a casa. Vorrei che le persone che vengono da me imparassero a non scappare davanti allo specchio e capissero che è semplicemente un’immagine riflessa. Siamo noi a decidere cosa comunicare di noi stessi”.
L’esperienza parte con il lasciare i giudizi alle spalle, fino a chiedersi di chi sono davvero le pressioni estetiche che ci si porta addosso. Un viaggio, quindi, che parte dall’apparenza e si conclude con ciò che si vede davvero. L’ultima fase prevede, infatti, un servizio fotografico guidato senza ritocchi, seguito dall’osservazione delle immagini ritratte. Ma non finisce qui: il lavoro si svolge anche a casa con esercizi mirati. Si parte dalla gift card, regalo che apre il percorso, per poi passare al mazzo di 30 carte con un compito al giorno per un mese, al “biglietto specchio” ed al “blocco”, fatto di pagine quasi bianche, parole barrate e domande scomode.
L’obiettivo di portare Mirror Talk nelle scuole
Dopo anni di esperienza trascorsi nel mondo della moda e della bellezza, Samia ha sentito l’esigenza di spostare l’attenzione dall’apparenza alla relazione che le persone hanno con la propria immagine, e ora guarda ai futuri risvolti per il suo progetto: “Mi piacerebbe portarle Mirror Talk nelle scuole, magari assieme ad uno psicologo, per parlare ai giovani di prevenzione e accettazione assieme ad un esperto. L’idea è quella di muovermi dall’ambiente make up e poterne parlare anche in contesti diversi. Dobbiamo andare oltre al concetto di bellezza che la tv e i social media ci trasmettono”.
