Dai cjarsons a un “bon taj”, i gusti di Friuli Doc con sorrisi e bontà tra gli stand a Udine

Il Friuli Doc targato 2021 si presenta più vivo rispetto a quello dell’anno precedente. E questo complici anche le nuove misure di sicurezza per l’accesso, che garantiscono maggior serenità a tutti e tutte coloro che raggiungono Udine per la kermesse.

Appena al calar del sole, si cominciano ad intravedere le prime file di persone che ordinatamente si dispongono ad aspettare il loro turno per curiosare fra le bancarelle, e velocemente c’è chi prende il proprio posto a sedere nei tavolini accanto al Duomo, uno dei luoghi in cui c’è maggior affluenza, occupando nel giro di un’ora dall’apertura quasi tutte le bancate tra un boccale di birra artigianale di Sauris e un “taj”, accompagnato dai prodotti tipici della tradizione carnica e montana.



Passando fra questi banconi, tavolate di amici e familiari si riuniscono per godere di queste bontà, avvolti prima dal profumo dei cjarsons alle erbe e degli gli gnocchi con le susine, poi, per chi ama gusti più classici il frico di Carnia e la polenta.

Non mancano le attrazioni anche per i più piccini, più propensi a gusti dolci che salati: passeggiando fra le note della timida musica che regala un’atmosfera di festa, non mancano le coppie in fila davanti alle bancarelle di caramelle sfuse, e ai tipici furgoncini con l’insegna “frittelle calde e buone” che da generazioni attirano l’attenzione dei bambini.

Nei pressi di Piazza Girolamo Venerio invece, la musica jazz accompagna il buon cibo, l’ingresso sempre regolato dal controllo incostante del green pass e che ospita un ambiente più chiuso e familiare dove a servire sono delle ragazze con un costume tradizionale dalla gonna lunga e colorata.

Un’edizione che si apre con gradimento di moltissimi, tra una passeggiata, un sorriso e tanta speranza per un vecchio momento di normalità come già da due anni mancava all’intera comunità friulana. Per qualche ora, i patemi della pandemia da Covid sono alle spalle.

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