Emergenza abitativa a Udine, l’opposizione: “Nessuna risposta per i cittadini italiani”

Si accende il confronto politico a Udine sul tema dell’emergenza abitativa. Dopo la recente Commissione consiliare dedicata ai posti letto e all’accoglienza, i gruppi di opposizione tornano a puntare il dito contro l’Amministrazione comunale, accusandola di non aver fornito risposte concrete sulle priorità nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

A sollevare la questione sono i consiglieri Stefano Salmè (Io Amo Udine-Liberi Elettori), Loris Michelini (Identità Civica) e Maurizio Franz (Lega Fvg per Salvini premier), primi firmatari della richiesta di convocazione della Commissione. Secondo quanto riferito, l’audizione avrebbe fatto emergere elementi ritenuti “rilevanti” sulla gestione dei nuovi posti letto finanziati dal Comune.

Posti letto e risorse comunali

Nel corso della seduta, le dirigenti del settore avrebbero illustrato l’incremento dei posti disponibili grazie a una spesa significativa sostenuta dall’ente. Tuttavia, secondo l’opposizione, “una parte di questi posti sarebbe stata occupata da soggetti che avrebbero dovuto rientrare in altri canali istituzionali, come quelli dedicati ai richiedenti asilo, ai minori stranieri non accompagnati o ad altre categorie inserite nei circuiti statali o prefettizi”.

Il nodo politico, sostengono i consiglieri, riguarda la destinazione delle risorse comunali, finanziate anche attraverso l’aumento dell’addizionale IRPEF deliberato a inizio mandato. “Si tratta di un aggravio fiscale importante per i cittadini – evidenziano – e le risorse avrebbero dovuto garantire in via prioritaria risposte ai cittadini udinesi in emergenza abitativa”.

Pur ribadendo che nessuno mette in discussione il dovere di assistenza verso chiunque si trovi in condizioni di fragilità, l’opposizione chiede una distinzione più netta tra competenze comunali e responsabilità statali, affinché il bilancio dell’ente non supplisca in modo strutturale a funzioni di altri livelli istituzionali.

La proposta sugli alloggi ATER

Tra i punti centrali del confronto, anche la proposta avanzata in Commissione di valutare lo “scongelamento” di una parte dei circa 350 appartamenti di proprietà comunale oggi assegnati alla gestione dell’ATER – Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale. L’idea sarebbe quella di destinare una quota di questi alloggi a nuove emergenze abitative di cittadini italiani in difficoltà, offrendo una risposta strutturale e non soltanto temporanea.

Secondo i firmatari, alla domanda non sarebbe seguita una risposta nel merito. L’assessore competente avrebbe richiamato genericamente la necessità di collaborazione tra enti, senza entrare nel dettaglio di un eventuale utilizzo più flessibile del patrimonio immobiliare comunale.

“Scelte politiche sulle priorità”

L’opposizione parla apertamente di una scelta politica sulle priorità, sostenendo che “l’Amministrazione sarebbe condizionata da una visione orientata prevalentemente alle politiche di accoglienza dei migranti. Una linea che, pur ritenuta legittima sul piano politico, non dovrebbe – secondo i consiglieri – eludere un confronto trasparente sulle esigenze abitative dei cittadini italiani in difficoltà.

A tre anni dall’inizio del mandato, evidenziano, “il tempo della programmazione sta progressivamente esaurendosi e il rischio sarebbe quello di arrivare a fine legislatura senza strumenti adeguati per rispondere alle nuove fragilità sociali che emergono sul territorio”.