A Udine i bambini tornano a giocare in strada: il progetto che trasforma i quartieri

A Udine prende il via “Il gioco scende in strada”, il nuovo progetto del Comune che punta a trasformare alcuni spazi urbani in luoghi dedicati al gioco spontaneo, alla socialità e alla crescita autonoma di bambini e ragazzi. L’iniziativa, finanziata dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza attraverso un bando nazionale, rientra tra gli otto progetti vincitori nel Nord Italia su un totale di 200 città coinvolte a livello nazionale.

Le attività inizieranno il 23 giugno e si svilupperanno lungo un percorso biennale della durata di 24 mesi.

Le scuole e i quartieri coinvolti nella sperimentazione

Il progetto interesserà le aree antistanti due istituti scolastici cittadini: la scuola secondaria di primo grado G.B. Tiepolo, nel quartiere Villaggio del Sole, e la scuola secondaria di primo grado G. Marconi, nel quartiere Paderno. Si tratta di “aree soglia”, spazi di transizione tra scuola e città che spesso restano privi di una funzione definita e vengono attraversati senza essere realmente vissuti.

Con l’avvio dell’iniziativa, queste aree saranno ripensate come spazi di relazione e partecipazione, piccole piazze di quartiere in cui il gioco spontaneo e l’incontro tra generazioni possano diventare strumenti di rigenerazione urbana e sociale.

Il valore del gioco libero nell’era digitale

Il progetto nasce anche come risposta a un cambiamento profondo nelle abitudini dei più giovani. I dati nazionali mostrano infatti una diminuzione significativa della socialità offline tra gli adolescenti, mentre cresce l’utilizzo quotidiano degli smartphone già in età infantile.

In questo contesto, l’iniziativa punta a riportare al centro il gioco analogico e all’aria aperta, valorizzando movimento, manualità, lettura condivisa e socialità diretta. Le attività previste spazieranno tra musica, gioco, disegno, pittura, movimento, circo e giochi da tavolo.

Il coinvolgimento dei ragazzi e la visione del Comune

Il progetto si sviluppa lungo due direttrici principali. La prima riguarda l’ascolto e il coinvolgimento diretto dei ragazzi tra i 6 e i 16 anni, chiamati a essere protagonisti della costruzione delle attività. Attraverso realtà già attive sul territorio, come il Punto Luce alla scuola Tiepolo e il CCRR, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, bambini e adolescenti sono già stati e saranno coinvolti nella co-progettazione degli interventi, assumendo un ruolo attivo e propositivo nella trasformazione degli spazi.

“In un momento storico in cui i bambini, soprattutto a causa dell’abuso precoce degli smartphone, giocano meno, scegliamo di mettere al centro i più giovani, con un progetto che da loro è costruito e realizzato” ha detto l’assessore comunale all’Istruzione, Federico Pirone.

“Pensiamo che il gioco spontaneo sia il modo migliore per costruire relazioni, autonomia ed educazione, dando un senso diverso allo spazio pubblico e a due quartieri della città. La nostra amministrazione crede molto in questa visione: siamo orgogliosi di presentare questa iniziativa come un tassello importante della città che abbiamo in mente, aperta, dialogante, sostenibile, fatta dalle persone”.

Le attività nei quartieri e la rete di associazioni

La seconda direttrice prevede l’attivazione regolare delle aree nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Per ciascuna area sono previsti almeno otto incontri all’anno, per un totale di sedici appuntamenti nel biennio e almeno 32 interventi sul territorio. Le attività saranno realizzate con il coinvolgimento di una rete di associazioni e soggetti partner composta da Coccinelle Rosa, Kaleidoscienza, Underart e GetUp.

Rigenerazione leggera e partecipazione attiva

Un ulteriore intervento sarà curato dall’ETS ITACA, partner del progetto, che contribuirà alla rigenerazione “leggera” degli spazi esterni scolastici attraverso la realizzazione di murales insieme ai ragazzi e alle ragazze.

La strada deve tornare a essere un luogo di vita, di incontro e, soprattutto, di sicurezza. Con questo progetto dimostriamo che non servono sempre grandi stravolgimenti infrastrutturali per cambiare il volto di un quartiere: a volte basta ripensare l’uso della strada, sottrarla alla logica del solo passaggio automobilistico e restituirla alla socialità, al gioco e alla cura comune. Creare spazi sicuri, accoglienti e integrati con il contesto urbano circostante davanti alle scuole significa piantare un seme per una Udine più vivibile, a misura di bambine e bambini, e quindi più accessibile e aperta per tutti”, sottolinea l’assessore alla Mobilità Ivano Marchiol.