Raccolti 1300 euro per la Casetta a colori, il nido d’infanzia che accoglie il mondo

Si è concluso con un importante traguardo di condivisione il percorso di solidarietà nato durante le ultime festività natalizie nel capoluogo friulano. L’iniziativa “Natale in città 2026”, frutto della collaborazione tra l’Arcidiocesi di Udine, Confcommercio e l’associazione “Sport, cultura & spettacolo San Marco”, ha permesso di destinare 1.325 euro alla “Casetta a colori”, il nido d’infanzia interculturale gestito dalla Caritas diocesana.

Il sostegno a un progetto di integrazione

I fondi raccolti sono il risultato di una mobilitazione collettiva che ha coinvolto cittadini e imprese locali attraverso concerti, incontri culturali e il progetto “Un dolce solidale”. Queste risorse andranno a sostenere direttamente le attività di un nido che accoglie decine di bambini di diverse nazionalità, offrendo un supporto concreto a nuclei familiari che affrontano percorsi complessi di integrazione o situazioni di precarietà.

Il valore sociale della Casetta a colori

“La Casetta a colori è una realtà preziosa della Caritas udinese, un segno concreto che riduce le problematiche legate all’integrazione”, ha sottolineato l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba. Secondo il presule, l’obiettivo principale resta quello di “sostenere la genitorialità di chi è in percorsi di integrazione socio-lavorativa”.

Sulla stessa linea don Luigi Gloazzo, presidente della Fondazione Centro Caritas, che ha evidenziato come l’interculturalità sia ormai una componente strutturale della nostra società: “Il progetto della Casetta è nato per dare una risposta di autonomia a famiglie che, avendo a disposizione un luogo dove poter accompagnare i figli più piccoli, potevano dedicarsi a un impiego”.

Commercio e territorio in prima linea

Il successo della raccolta testimonia anche il forte legame tra il tessuto economico e il sociale. Rodolfo Totolo, presidente di mandamento di Confcommercio Udine, ha espresso soddisfazione per la sensibilità dimostrata dagli associati. “Questa iniziativa dimostra come il mondo del commercio cittadino non sia soltanto motore economico del territorio, ma anche parte attiva e responsabile della comunità”, ha dichiarato Totolo, descrivendo la donazione come un segno tangibile di vicinanza verso le realtà più fragili della città.

Un presidio interculturale per le famiglie

Oggi questo nido a Udine rappresenta molto più di un semplice servizio educativo. Oltre all’accoglienza dei bambini fino ai 36 mesi, la struttura di via Rivis funge da polo di formazione e scambio: dai laboratori di sartoria ai corsi di lingua per le mamme, fino agli incontri sulle dinamiche relazionali. Si tratta di un approccio integrato che permette ai genitori di acquisire nuove competenze e strumenti di autonomia, rafforzando il legame tra le diverse culture che convivono nel territorio friulano