In piazzale Osoppo un locale confiscato alla mafia, gli studenti pensano a come riusarlo

Il presidente del Cr Fvg, Piero Mauro Zanin, alla presentazione del progetto "La legalità agita"

Il locale confiscato alla mafia a Udine.

Ridare nuova vita a una struttura sottratta alla criminalità organizzata a favore della collettività. È nato con questo obiettivo il progetto “La legalità agita” promosso a Udine dall’istituto Marinoni in collaborazione con il Collegio dei Geometri insieme all’Osservatorio regionale Antimafia (Ora) e con il supporto di Regione Fvg e Comune di Udine. Nello specifico, si tratta di un locale sito in piazzale Osoppo, patrimonio sottratto alla criminalità organizzata, per il quale i ragazzi hanno proposto tre soluzioni differenti, cercando di pensare a una destinazione futura a uso sociale.

La situazione.

“È l’ennesimo successo – ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin – dell’Osservatorio Antimafia del Fvg, uno strumento eccezionale per aumentare il sentimento di legalità specialmente tra i giovani. Si parla di beni confiscati alla mafia, di un progetto che ha una doppia valenza sia dal punto di vista punitivo nei confronti di chi acquista beni da proventi criminosi che da quello sociale considerando che questi vengono riconsegnati alla società civile che spesso ne fa un utilizzo in controtendenza, destinando le strutture a centri dedicati ad attività di formazione di ragazzi o a cooperative a favore di giovane donne. Un contrappasso che, a mio parere, fa ancora più male al mafioso che vede le proprie risorse utilizzate a fini sociali”.

“I progetti, i discorsi, le iniziative – ha commentato Anna Maria Zilli, dirigente scolastico del Marinoni – spesso sono di fruizione, in questo caso, invece  gli studenti del Marinoni hanno creato un concorso di idee interno, hanno realizzato delle proposte che hanno illustrato ad una giuria, giocando un ruolo da protagonisti. Credo che mettendo i ragazzi al centro del progetto, messaggi importanti come questi arrivino in maniera più profonda e permangono in loro più a lungo”.

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