L’Unesco ha rinnovato all’Università di Udine la Cattedra in “Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza”, confermando per i prossimi quattro anni il riconoscimento internazionale al centro di ricerca fondato e diretto dal professor Stefano Grimaz. Si tratta dell’unica Cattedra al mondo dedicata a questo specifico ambito scientifico.
Istituita nel 2018, la Cattedra si concentra su un approccio innovativo alla gestione dei rischi e delle emergenze, basato sul principio della “governance adattiva”, che integra diverse discipline per affrontare crisi sempre più complesse: dai disastri naturali ai cambiamenti climatici, fino alle fragilità infrastrutturali e alle conseguenze di eventi globali come la pandemia.
Montanari: “Riconosciuto il radicamento nel territorio”
Per il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, il rinnovo rappresenta un riconoscimento importante per l’Ateneo e per il territorio friulano. “Il rinnovo del mandato Unesco – sottolinea il rettore – evidenzia non solo l’eccellenza internazionale del nostro Ateneo, ma riconosce e valorizza anche quel forte radicamento locale e la sinergia con le istituzioni che rappresentano la piena attuazione della missione voluta dei padri fondatori dell’Università: restituire conoscenza al territorio proiettandolo, al contempo, in una dimensione globale”.
“In occasione del cinquantennale del terremoto del Friuli, con la Cattedra – annuncia Montanari – abbiamo voluto promuovere anche l’istituzione di “Uniud Resil-Hub”, una innovativa Scuola laboratoriale di alta formazione dedicata alla resilienza per lo sviluppo sostenibile. Un’iniziativa che si colloca nell’ambito delle attività di formazione permanente sulle quali l’Ateneo vuole fortemente investire”.
Per il professor Stefano Grimaz, “questa importante conferma, ottenuta dopo una scrupolosa valutazione delle attività svolte e dei programmi per il prossimo quadriennio, certifica come l’Università di Udine sia oggi un riconosciuto “epicentro di saperi”, capace di trasformare la memoria storica della propria genesi in strategie d’avanguardia per affrontare le sfide attuali e future”.
I risultati
Tra i risultati ottenuti dalla Cattedra spicca l’adozione globale da parte dell’Unesco del metodo di valutazione della sicurezza delle scuole, Visus (“Visual inspections for defining safety upgrading strategies”). Ideato dai ricercatori dell’Ateneo friulano, il metodo ho consentito di valutare oltre 6.000 edifici scolastici in Paesi ad alto rischio, tra cui El Salvador, Laos, Indonesia, Perù, Haiti, Mozambico, Zimbabwe, Repubblica Dominicana, Timor Est.
La leadership dell’Ateneo nel settore della resilienza si è concretizzata anche con il coordinamento di due iniziative internazionali. La “ResiliEnhance Platform”, che mette in rete centri di ricerca dell’area centro-europea, e la “Resilience Catalysts”, che riunisce a livello mondiale le cattedre impegnate sul tema della resilienza ai disastri con un approccio interdisciplinare.
La sicurezza intersettoriale è anche il cuore di progetti europei Horizon e EuropeAid sulla resilienza delle infrastrutture critiche e sulla gestione delle migrazioni forzate legate ai disastri naturali nell’area sub-sahariana.
Ma la Cattedra affonda le sue radici scientifiche sul territorio del Friuli. È infatti il motore della Serm Academy, con il suo campo di addestramento a Portis di Venzone, dove sperimenta tecniche per accrescere l’efficacia della gestione delle emergenze anche a livello transfrontaliero. Una iniziativa formativa che si realizza in collaborazione con la Protezione civile regionale, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e i Comuni del terremoto. A queste esperienze si affiancano: il progetto intergenerazionale “Eureka”, che coinvolge scuole secondarie e amministratori, e gli incontri di divulgazione “Espres”, centrati sulle varie applicazioni del principio di resilienza. Tutte insieme queste attività delineano un vero proprio laboratorio territoriale ispirato alle strategie di resilienza delle Nazioni Unite, funzionali allo sviluppo sostenibile.
Le Cattedre Unesco
Il programma Cattedre Unesco, lanciato nel 1992, promuove la collaborazione internazionale interuniversitaria attraverso la condivisione di conoscenze e il lavoro collaborativo. Le Cattedre forniscono esperti alla società civile, alle comunità locali, alla ricerca e alle istituzioni. Una Cattedra Unesco viene istituita per quattro anni, rinnovabili, con un accordo tra il direttore generale dell’Unesco e il rettore dell’università o dell’istituto di ricerca che la ospita. Il programma delle cattedre è attuato prioritariamente nelle aree collegate ai settori di competenza dell’Unesco: educazione, scienze naturali e sociali, cultura e comunicazione. Attualmente le cattedre Unesco sono circa mille in 125 Paesi, in Italia sono attive 45.
