Telecamere contro l’abbandono dei rifiuti, Soramel e Govetto: “Dismetterle è una resa totale”

Non si spegne la polemica a Udine sulla dismissione delle telecamere utilizzate per contrastare l’abbandono dei rifiuti. Dopo le spiegazioni fornite dall’assessora all’Ambiente Eleonora Meloni, arriva la replica di Ester Soramel e Giovanni Govetto, che contestano la scelta del Comune e chiedono di conoscere anche quanto costa alla collettività la rimozione dei rifiuti lasciati illegalmente sul territorio.

Al centro della discussione ci sono i dati citati dall’assessora: su oltre mille abbandoni rilevati, il 94,27% sarebbe avvenuto a mano e quindi senza la possibilità di identificare una targa. Una circostanza che, secondo Meloni, non renderebbe giustificabile una spesa di circa 35mila euro all’anno per il sistema.

“All’opposizione le riteneva fondamentali, ora non più”

“L’assessora Meloni giustifica la dismissione delle telecamere sostenendo che su oltre mille abbandoni rilevati, il 94,27% è avvenuto a mano, senza targa identificabile, e per questo il costo di 35 mila euro l’anno non sarebbe giustificato”, affermano Soramel e Govetto.

“Prendiamo atto che quando era all’opposizione riteneva le telecamere fondamentali e ora che è in maggioranza no, oltre al fatto che dopo quattro anni in giunta ripropone le stesse argomentazioni dell’ultima campagna elettorale, a comprova dell’inconsistenza della sua azione amministrativa”. La critica riguarda soprattutto le conseguenze che, secondo i due esponenti, potrebbe avere la rinuncia al sistema di videosorveglianza. “Ma soprattutto prendiamo atto che quel 94,27% di abbandoni a mano probabilmente resterà impunito“.

“Oltre mille abbandoni: serviva una strategia, non dismettere il sistema”

Soramel e Govetto ritengono che proprio l’elevato numero di episodi registrati avrebbe dovuto spingere l’amministrazione a studiare modalità più efficaci di utilizzo dello strumento, insieme alla Polizia Locale. “Di fronte al dato sconcertante di oltre 1000 abbandoni registrati proprio dalle telecamere, la Meloni, invece di analizzare il dato per elaborare con la Polizia Locale la strategia più efficace per colpire i trasgressori, le dismette. Una resa totale inconcepibile“.

Secondo i firmatari della nota, inoltre, l’introduzione dei cassonetti smart non sarebbe da sola sufficiente a risolvere il problema. “Appare, poi, una pia illusione pensare che basti ricorrere ai cassonetti smart per contrastare gli abbandoni: chi non è ‘smart’ continuerà a lasciare ingombranti e immondizia vicino alle future aree ecologiche, più volte promesse e ancora non realizzate, perché se ci sono persone che non fanno nemmeno lo sforzo di alzare il coperchio del bidone per buttare la spazzatura, figuriamoci quando sarà necessaria una smart card, che magari non avranno perché non pagano la Tari“.

“Proprio per questo è e resta fondamentale ricorrere a controlli efficaci, anche tramite sistemi tecnologici, per monitorare il territorio e punire i trasgressori”.

Il nodo degli ingombranti e dei mezzi utilizzati

Un altro punto sollevato riguarda gli abbandoni di maggiori dimensioni, per i quali sarebbe più probabile l’utilizzo di automobili o altri mezzi. “Quanto agli ingombranti, frigoriferi, materassi e materiale edile di risulta difficilmente si conferiscono a mano nel sacchetto dell’umido, quindi chi li abbandona usa dei mezzi”.

Soramel e Govetto richiamano poi la tecnologia adottata dal Comune: “La tecnologia utilizzata a Udine, ossia quella di Alma, è la stessa adottata con successo da altri Comuni, quindi non si comprende perché Udine la archivi”. E aggiungono: “In ogni caso, se la IA non è stata ritenuta soddisfacente, figuriamoci come può una Polizia Locale sotto organico contrastare l’abbandono dei rifiuti che oramai è diventato cronico in tutta Udine”.

“Il Comune dica quanto costa rimuovere i rifiuti abbandonati”

La replica si chiude con la richiesta di mettere a confronto il costo delle telecamere con quello sostenuto dall’amministrazione per ripulire le aree interessate dagli abbandoni. “Comunque, se vogliamo fare i conti, allora l’assessora Meloni renda noto anche il costo della rimozione dei rifiuti abbandonati: prima di dismettere un sistema, forse valeva la pena affinarlo, ammesso e non concesso che si abbia la voglia e le capacità per farlo. Leggendo le dichiarazioni dell’assessora Meloni qualche dubbio sul punto sorge spontaneo”.