Il ricordo del terremoto del 1976 prende vita attraverso gli occhi di due piccioni, tra immagini, musica e parole capaci di raccontare ai più piccoli una delle pagine più dolorose della storia del Friuli, ma anche la forza di una comunità che ha saputo rialzarsi. È questo il cuore di “Due piccioni con una favola – Il Taramot dal ’76”, lo spettacolo multidisciplinare portato in scena dalla Scuola di musica di Varmo nella sala consiliare del Comune, con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Un pomeriggio dedicato alla memoria, ma soprattutto alla sua trasmissione alle nuove generazioni, attraverso un linguaggio capace di unire emozione, creatività e storia.
Il terremoto raccontato attraverso gli occhi di due piccioni
Ideato da Sara Della Mora, insegnante della Scuola di musica di Varmo, lo spettacolo è stato pensato principalmente per i bambini. A guidare il racconto sono due piccioni appollaiati su un ramo, testimoni immaginari di quella tragica sera del 6 maggio 1976, quando il terremoto sconvolse il Friuli.
La rappresentazione ripercorre non soltanto la tragedia, ma soprattutto ciò che accadde dopo, quando, tra le macerie, la vita cominciò lentamente a riprendere. Le immagini realizzate e proiettate nella sala consiliare accompagnano gli spettatori in un percorso che parte dai colori cupi e dai suoni forti e inquietanti del sisma, per lasciare progressivamente spazio a illustrazioni luminose, musiche allegre e canti popolari.
C’è spazio anche per un matrimonio celebrato tra le macerie, simbolo della volontà di continuare a vivere e guardare al futuro nonostante tutto. “Ricostruire non è solo rimettere a posto, significa guardare avanti sapendo che il domani è ancora nostro”, ricorda la voce narrante dello spettacolo, racchiudendo il significato più profondo della rappresentazione.
Bordin: “Trasmettere ai giovani un passato che non possiamo dimenticare”
Alla prima dello spettacolo ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, che ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di mantenere viva la memoria storica del territorio, ricordando il sostegno dell’Assemblea legislativa ai progetti di carattere storico, culturale e sociale. “Uno spettacolo che ha raccontato con sensibilità la nostra storia”, ha dichiarato Bordin, soffermandosi sul valore educativo della rappresentazione.
“Dobbiamo lavorare tutti assieme per trasmettere alle nuove generazioni un passato che non possiamo dimenticare. Il terremoto ha portato morte e distruzione, è giusto che la memoria vada a chi ha sofferto, ma dobbiamo ricordare anche l’orgoglio di un popolo capace di ripartire, grazie a tanti aiuti mirati, andati a buon fine”, ha aggiunto il presidente.
Un messaggio che si lega al significato dello spettacolo: ricordare le vittime e la sofferenza, senza dimenticare la solidarietà e la determinazione che hanno accompagnato la ricostruzione del Friuli.
Un fumetto sull’Orcolat per ricordare il sisma
Al termine della rappresentazione sono intervenuti anche Fabio del Toso, presidente della Scuola di musica di Varmo, e Giada Liut, assessore comunale, che ha portato i saluti dell’amministrazione. A tutti i presenti è stato consegnato un fumetto dedicato all’Orcolat, realizzato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.
Un ulteriore strumento per avvicinare i più giovani alla conoscenza di un evento che ha segnato profondamente il Friuli, trasformando il ricordo in un patrimonio da condividere e tramandare.

