Tra un caffè e un tajut si assapora in Alto Friuli il piacere del ritorno nei bar

Riaperti i bar in Alto Friuli.

C’è chi si concede il piacere di un buon caffè. Altri, invece, optano per un aperitivo. Nei bar di Tolmezzo e dell’Alto Friuli, oggi, si è tornati a respirare “vita”. E che la loro riapertura fosse un momento atteso da molti lo testimonia il colpo d’occhio: tanti i clienti seduti nei tavolini esterni dei locali, o anche disciplinatamente all’interno, rispettando le distanze di sicurezza.

Il Caffè Manzoni si affaccia sul salotto tolmezzino, Piazza XX Settembre. I clienti, già a metà mattina, non mancano. “La gente era stanca di stare a casa e oggi si vede un gran fermento” nota il titolare Michel Copiz. Fra un tajut e un espresso, ci confessa che “non siamo ripartiti come prima, perché i numeri sono giocoforza ridotti. Ma tutti avevamo voglia di ricominciare a vivere. Anche per noi è così: eravamo abituati a essere operativi in bar 15 ore al giorno, rimanere chiusi in casa ci ha mandati in crisi. I miei dipendenti mi scrivevano di voler tornare a lavorare il prima possibile. Ora ci siamo”. A proposito di forza lavoro, Copiz svela che dei 5 dei 9 collaboratori sono tornati al lavoro, mentre quattro sono “parcheggiati” in attesa di capire come evolverà la situazione. “Vedremo nei giorni a seguire quale sarà la tendenza -conclude -. La prossima settimana avremo le idee più chiare”.

Felice, ma prudente Attilio Quaglia, titolare del Tilly’s Pub di via Ermacora a Tolmezzo. “Riaprire è una gioia, ma bisogna stare attenti. C’era una certa impellenza di alzare le serrande, ma speriamo che ora tutto questo non ci condanni. Un’altra ondata di coronavirus sarebbe devastante, quindi occorrerà molta prudenza”. In ogni caso, siamo “contenti, anche se lavoreremo al 50%. Purtroppo, vista la situazione, si è perso il gusto di andare al bar. Ripartire, oggi, è stato però come inaugurare di nuovo il locale”. Quaglia ha investito molto, ampliando il locale con l’aggiunta di una sala nell’ottobre 2019. “Siamo fortunati, perché abbiamo il giardino esterno. E in questo periodo abbiamo lavorato molto bene con il delivery, che ci ha consentito di portare a casa buoni risultati”. Lo sguardo di Attilio si sposta in avanti: “Dovrò per forza ricalibrare il personale in proporzione al lavoro. Siamo contenti di misure come il taglio della Tosap e altro. Ma speriamo ci sia qualche agevolazione per l’assunzione a ore dei collaboratori: sarebbe un grande aiuto”.

Rialzare le serrande è stata un’emozione paragonabile quasi alla prima apertura”. Non usa mezzi termini Sandro Michelli, titolare del bar Al Caratel di via Lequio a Tolmezzo, per raccontare la sua fase due. “Negli ultimi giorni siamo stati protagonisti di una full immersion per riaprire tutto secondo le regole. Nelle prime ore abbiamo lavorato più o meno quanto ci aspettavamo”. Qualche timore, spostando lo sguardo avanti, non manca “perché – argomenta Michelli – non so quanta gente vorrà uscire. Purtroppo, sul coronavirus è stato fatto molto terrorismo psicologico e ora c’è paura. Per fortuna, nella nostra regione i contagi sono stati limitati, grazie anche all’assenza di mezzi pubblici grandi come le metropolitane e a una situazione ambientale per noi favorevole. Qui, per fortuna, non c’è l’inquinamento che si registra in Lombardia”. Penalizzante, per lui, non poter offrire la lettura dei quotidiani ai clienti: “Molti dei clienti abituali, che ci sceglievano anche per poter sfogliare i giornali, oggi non li ho visti. Di certo, questo inciderà negativamente”. E secondo Michelli ci sarà un’altra criticità: “Non è compito nostro fare vigilanza affinché tutti rispettino le prescrizioni. Spero che ciò non ci creerà problemi”. Per ora, nessuna ripercussione sulla forza lavoro, composta da quattro dipendenti oltre a Sandro: “Sono tutti confermati, anche se dovremo ponderare la situazione. Il nostro è un locale grande, difficile da gestire con meno di due persone per turno”.

Eccoci qua! Finalmente si riparte!” è l’annuncio ricco di felicità del Bar Al Nazionale di Gemona, che ha pubblicato una foto di cappuccino e brioche, un “rituale” molto atteso dai clienti. “Siamo aperti, pronti a ripartire insieme a voi! Nel rispetto delle regole e dei protocolli imposti da questa emergenza” è il messaggio social lanciato a vecchi e nuovi clienti dal bar Tizio e Caio di Tarvisio.

Tra posti segnati, nei tavoli o sul pavimento, baristi con la mascherine e dispenser di gel, è cominciata la fase due dei locali. Qualche incognita c’è, ma anche tanta voglia di ripartire e guardare al futuro con ottimismo.

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