Tutti pazzi in Friuli per i funghi, ma serve il patentino

In Friuli sempre più numerosi gli appassionati di funghi.

Attenti, andare per funghi non è una passeggiata. O meglio, lo è anche, ma serve conoscenza della materia, e rispetto. Questa è la premessa, ma la vera notizia è che negli ultimi mesi in Friuli Venezia Giulia gli appassionati di funghi e micologia in generale sono letteralmente quadruplicati.

E così, mentre nei boschi del Friuli si vede sempre più gente, nello stesso tempo si moltiplicano anche le richieste di partecipazione ai corsi per ottenere il cosiddetto patentino. Proprio così, per andare a funghi serve un patentino. Che si ottiene dopo aver partecipato a corsi organizzati dal Centro micologico friulano: quest’anni gli “allievi” erano 120, raddoppiati rispetto agli anni pre Covid.

Ma come funziona il patentino? Quello che garantisce il diritto di raccolta su tutto il territorio regionale costa 60 euro, e consente di portarsi a casa fino a un massimo di tre chili di funghi a persona. Occhio a non superare la quantità, pena il sequestro dei funghi, una multa salata e il ritiro del patentino.

Le regole.

Ma le regole non finiscono qui. I funghi si possono raccogliere da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto. Non si possono usare rastrelli, uncini o altri mezzi che danneggiano il terreno. I funghi raccolti non vanno riposti in borse di plastica, ma vanno usate reti o cestini. Per chi sgarra queste regole, sono previste multe che possono arrivare anche fino a 400 euro, se si raccolgono funghi senza autorizzazione.

E poi, in ogni caso, avere il patentino non mette al riparo da tutti i guai: è sempre necessario, consigliano gli esperti, avere l’abbigliamento adatto e stare bene attenti a quello che si fa, e a cosa si raccoglie. E avere rispetto per l’ecosistema e per l’ambiente. E poi, raccomandazione numero uno, in caso di dubbi far visionare i funghi raccolti all’Azienda sanitaria. Il servizio è gratuito. Sempre meglio non correre rischi.

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