Una storia d’impresa nata in Friuli, cresciuta grazie al lavoro di una coppia e oggi portata avanti anche dalla figlia. L‘Idrotermica Buttrio ha ricevuto una targa dal presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, che ha voluto rendere omaggio al percorso dell’azienda e alla famiglia Paravano, protagonista da sessant’anni del settore impiantistico.
Fondata nel 1966 da Niveo Paravano, allora appena ventiduenne, l’azienda si occupa di impianti elettrici, idraulici e termici per abitazioni, uffici e strutture ricettive. Accanto al fondatore è arrivata la moglie Adriana Tulisso, con cui condivide da oltre mezzo secolo vita e lavoro. Oggi nell’impresa è coinvolta anche la figlia Annalisa.
Dall’inizio da solo alla crescita dell’impresa
A raccontare gli inizi è lo stesso Niveo Paravano: “All’inizio ho fatto tutto da solo, ma poi è arrivata lei e siamo decollati grazie a degli agganci in Canada e alla ricostruzione del dopo terremoto del ’76“.
La ricostruzione successiva al sisma del 1976 ha rappresentato una fase importante per l’attività, insieme alle opportunità nate dai contatti con il Canada. Da allora l’impresa ha continuato a crescere, consolidando la propria presenza sul territorio regionale.
“Siamo molto presenti sul territorio regionale”, spiega Annalisa, che cita importanti progetti a Trieste, Udine, Lignano e Grado. Ma il mercato è cambiato e oggi le sfide non mancano. “Finiti gli incentivi del Pnrr, oggi i nostri più agguerriti competitori a caccia di progetti in Friuli Venezia Giulia arrivano dal Veneto“, osserva.
Un’altra difficoltà riguarda la formazione delle nuove generazioni: “Un’altra difficoltà, poi, è nella mancanza di corsi scolastici specifici per l’impiantistica“. Per un’impresa che vuole continuare a crescere, trovare giovani da formare e coinvolgere è fondamentale. Ma prima ancora, sottolinea Annalisa, bisogna farsi conoscere: “Come posso io attrarre qualcuno se non sanno che esisto”.
La targa e il valore del lavoro manuale
La consegna della targa è stata l’occasione per Bordin di sottolineare il valore delle imprese familiari e dei mestieri tecnici, che offrono opportunità professionali ma non sempre ricevono l’attenzione che meritano.
“Alla Idrotermica Buttrio, ma soprattutto a voi tre, che siete una famiglia solida, che incarna i valori più profondi della nostra terra, consegno una targa in segno di riconoscimento per quanto avete fatto e continuerete a fare per e in Friuli Venezia Giulia”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale.
Bordin ha richiamato anche la necessità di avvicinare i giovani ai lavori manuali, mostrando loro la soddisfazione che può nascere da un risultato concreto: “Bisogna far capire ai giovani che se l’istruzione è fondamentale, anche i lavori manuali lo sono e portano grandi soddisfazioni. Che contribuire nella costruzione di un impianto ti può far dire con orgoglio: questo l’ho fatto io“.
Un messaggio che si lega direttamente alla sfida indicata da Annalisa: trasmettere competenze e passione a chi potrebbe raccogliere il testimone, garantendo un futuro a un mestiere essenziale e a un’impresa cresciuta insieme alla propria famiglia.

