Aggredita a 14 anni da tre ragazze, la madre: “In 15 guardavano”

Tre ragazze l’avrebbero picchiata mentre una quindicina di altri giovani assisteva alla scena senza intervenire. È il racconto della madre di una ragazzina di 14 anni che, secondo quanto riferito dalla donna in un post sui social, sarebbe stata aggredita domenica 18 ottobre, intorno alle 16.30, nel parcheggio di via Brusafiera, in centro a Pordenone.

La famiglia si è rivolta al Pronto soccorso per ottenere un referto e ha presentato denuncia. Secondo quanto raccontato dalla madre, la polizia sta indagando sull’accaduto. Non sono stati diffusi i nomi dei presunti responsabili, tutti minorenni secondo la donna.

“Nessuno l’ha aiutata”: il racconto della madre

“Tre picchiavano e quindici guardavano come fosse uno spettacolo“. È uno dei passaggi più duri del post pubblicato dalla madre.

La donna racconta che intorno alla figlia ci sarebbero stati circa quindici ragazzi e ragazze, ma nessuno sarebbe intervenuto per fermare l’aggressione o chiedere aiuto. “Nessuno ha detto basta. Nessuno l’ha aiutata. Nessuno ha chiamato aiuto. Hanno solo guardato“, scrive la madre.

A pesare sulla ragazzina, spiega la donna, non sarebbero soltanto i colpi ricevuti, ma anche gli sguardi dei coetanei presenti. “Questa è la cosa che mia figlia non riesce a dimenticare. Non solo i colpi, ma tutti quegli occhi addosso che ridevano o stavano in silenzio”.

La madre riferisce che la figlia è ora a casa, ma ha paura di uscire nel centro di Pordenone. Nel suo appello invita chiunque abbia assistito alla scena o abbia informazioni utili a rivolgersi alle forze dell’ordine.

L’appello ai ragazzi e ai genitori

Nel post, la madre si rivolge direttamente ai giovani che avrebbero assistito all’aggressione, chiedendo loro di non restare in silenzio e di aiutare gli investigatori a ricostruire quanto accaduto. “Se avete un video, cancellarlo non vi salva, consegnarlo alle Forze dell’Ordine sì”, scrive, invitando chi era presente a trovare il coraggio di raccontare ciò che ha visto.

La donna lancia anche un appello agli altri genitori, chiedendo di parlare con i figli non soltanto del divieto di picchiare, ma anche della responsabilità di chi assiste a una violenza senza intervenire. “Dobbiamo insegnare che se sei in 15 e non aiuti una ragazzina da sola, sei complice“, afferma nel messaggio.

La madre chiarisce di non voler vendetta e di aver scelto di non fare i nomi dei ragazzi coinvolti perché minorenni. “Voglio solo che chi era lì capisca cosa ha fatto e che nessun’altra figlia debba passare quello che ha passato la mia”, scrive. Infine, invita chiunque abbia visto la scena o disponga di informazioni utili a contattare le forze dell’ordine.