Due cittadini cileni detenuti nel carcere di Udine sono stati rimpatriati dalla Polizia di Stato dopo essere stati arrestati per furto in abitazione, ricettazione e per aver violato l’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale. L’espulsione è stata disposta dal Magistrato di Sorveglianza come misura alternativa alla detenzione.
L’operazione rientra nei servizi rafforzati messi in campo dalla Questura di Udine per contrastare l’immigrazione irregolare e garantire maggiore sicurezza sul territorio. I due uomini erano stati fermati lo scorso 29 giugno dalla Squadra Mobile presso l’area di servizio Fratta Nord, lungo l’autostrada A4, insieme a un terzo connazionale. In loro possesso erano stati trovati numerosi oggetti di valore – tra cui gioielli, orologi e borse griffate – risultati provento di un furto in abitazione avvenuto poche ore prima a Cordenons, in provincia di Pordenone.
Il fermo e la posizione irregolare in Italia
Al momento del controllo, tutti e tre i cittadini cileni risultavano già destinatari di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Brescia e non avevano ottemperato all’ordine di lasciare il territorio italiano. Da qui l’arresto e l’avvio del procedimento che ha portato, per due di loro, al rimpatrio.
L’attività si inserisce in un più ampio piano coordinato dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Udine, in collaborazione con l’Autorità giudiziaria e le strutture carcerarie, volto alla prevenzione e repressione dell’immigrazione irregolare, con particolare attenzione ai soggetti ritenuti socialmente pericolosi.
I numeri delle espulsioni nel 2026
Dall’inizio dell’anno, l’Ufficio Immigrazione ha eseguito complessivamente 35 espulsioni dal territorio nazionale. Di queste, 19 si sono concluse con il rimpatrio effettivo dei cittadini extracomunitari, mentre 7 persone sono state accompagnate nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).
Tra i rimpatri effettuati, 6 sono avvenuti attraverso la procedura di rimpatrio volontario assistito, uno strumento che consente ai cittadini stranieri di rientrare nel proprio Paese con un supporto che include assistenza logistica, contributi per il viaggio e percorsi di reinserimento sociale ed economico. Un’attività che, sottolineano dalla Questura, proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di rafforzare il controllo del territorio e contrastare i fenomeni di illegalità legati all’immigrazione irregolare.
