Bocconi di carne con chiodi nascosti all’interno sono stati trovati nella riserva di caccia di Zoppola, nell’area denominata “Saciletti”, utilizzata anche per l’addestramento dei cani. Uno degli animali ha ingerito un pezzo di carne ed è stato male: il proprietario lo ha immediatamente portato in una clinica veterinaria, dove si trova attualmente sotto osservazione.
I bocconi sarebbero stati lasciati tra la vegetazione e i sassi di una stradina di campagna, con i corpi metallici nascosti all’interno della carne e quindi difficili da individuare prima dell’ingestione.
Il cane portato dal veterinario
L’allarme è scattato quando uno dei cani da caccia presenti nell’area ha ingerito uno dei bocconi e ha manifestato un malessere. Il proprietario si è subito rivolto a una struttura veterinaria, dove l’animale è stato sottoposto alle cure necessarie e resta monitorato per le conseguenze dell’ingestione dei chiodi.
L’episodio ha destato forte preoccupazione tra i cacciatori che frequentano la riserva. Al momento non è chiaro chi abbia lasciato i bocconi né quale fosse l’obiettivo del gesto.
Gli animalisti: “Un rischio per tutti gli animali”
Sul caso intervengono il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e l’associazione Animal Pride Defending, che condannano il gesto e chiedono controlli approfonditi nella zona. “Qualsiasi sia la ragione che avrebbe spinto qualcuno a lasciare dei chiodi dentro i bocconi di carne nella riserva di caccia a Zoppola, il gesto è ovviamente da condannare”, affermano dal coordinamento regionale del Partito Animalista Italiano assieme all’associazione.
Secondo le due realtà, il pericolo non riguarda soltanto i cani presenti durante l’attività venatoria o l’addestramento. “Ricordiamo, infatti, che il rischio rappresentato dai chiodi è una minaccia potenzialmente letale nei confronti di tutti gli animali, non solo quelli domestici, ma anche quelli della fauna selvatica”.
“I cani non hanno alcuna responsabilità”
PAI e Animal Pride Defending intervengono anche sull’ipotesi che all’origine del gesto possa esserci una forma di protesta contro la caccia. “Ci sono altre modalità, se all’origine del gesto ci fossero motivazioni legate alla contrarietà verso la caccia, per contrastare l’attività venatoria, modalità che non coinvolgono, ad esempio, i cani che, per quanto ci riguarda, sono da considerarsi delle vittime anche loro della caccia e di certo non scelgono di praticarla e non può essere attribuita a loro alcuna responsabilità”. I bocconi rappresentano inoltre un potenziale pericolo anche per gli animali d’affezione portati a passeggio lungo sentieri e strade di campagna e per la fauna selvatica che potrebbe imbattersi nelle esche.
La portavoce regionale del Partito Animalista del Fvg Irene Giurovich e la presidente di Animal Pride Defending Patrizia Munarin chiedono quindi che la zona venga controllata con attenzione. “Ora chiediamo che le autorità monitorino l’area interessata e individuino tutti i bocconi con i chiodi, oltre ad altre eventuali minacce che possono colpire gli animali e le persone”. L’obiettivo è verificare se nell’area siano presenti altre esche pericolose, evitando che nuovi animali possano ingerirle.

