Dietro alle truffe agli anziani non ci sarebbe spazio per l’improvvisazione. Le indagini condotte dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione “Fumo del Vesuvio 2“ hanno permesso di ricostruire nel dettaglio il meccanismo utilizzato dalle organizzazioni specializzate nei raggiri con il metodo del “finto Carabiniere”.
Secondo quanto emerso, i gruppi criminali sarebbero organizzati come vere e proprie strutture aziendali, con ruoli ben definiti e una precisa divisione dei compiti. Nel gergo degli stessi componenti vengono talvolta chiamati “squadra”, “paranza” o “banda”, mentre al vertice ci sarebbe un capo indicato come “o’ boss” o “o’ Mast”.
Telefonisti, falsi parenti e corrieri: i ruoli nella truffa
Al centro del sistema c’è il telefonista, considerato dagli investigatori il vero regista del raggiro. È lui a contattare la vittima e a costruire una storia capace di generare paura e confusione, presentandosi molto spesso come un maresciallo dei Carabinieri o come un altro rappresentante delle istituzioni.
In alcuni casi entra in scena anche un secondo complice, incaricato di fingersi il figlio o il nipote della vittima, simulando pianti e richieste d’aiuto per rendere ancora più credibile la storia.
Sul territorio opera invece il trasfertista, cioè il corriere incaricato di raggiungere fisicamente l’abitazione dell’anziano e ritirare denaro e gioielli. Per gli spostamenti vengono utilizzati treni, autobus e soprattutto automobili a noleggio. Il corriere può presentarsi alla porta come un avvocato, un cancelliere del tribunale, un funzionario o un collega del finto Carabiniere, con l’obiettivo di impossessarsi rapidamente di quanto raccolto dalla vittima e allontanarsi.
La telefonata che fa scattare il panico
Il raggiro comincia con la selezione della vittima. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i truffatori possono utilizzare elenchi telefonici e ricerche su internet, cercando soprattutto utenze fisse riconducibili a persone anziane.
La telefonata parte quindi con una notizia improvvisa e drammatica: un figlio o un nipote avrebbe provocato un grave incidente, sarebbe stato arrestato oppure si troverebbe coinvolto in una situazione giudiziaria particolarmente seria. Il racconto viene costruito per mettere immediatamente sotto pressione l’anziano e impedirgli di verificare quanto gli viene riferito.
Uno degli elementi centrali del sistema consiste proprio nel mantenere costantemente occupata la vittima. Il falso militare invita l’anziano a non interrompere la telefonata e cerca anche di farsi comunicare il numero di cellulare. In alcuni casi una seconda persona chiama contemporaneamente quel telefono, in modo da rendere ancora più difficile contattare familiari o forze dell’ordine. L’obiettivo è evitare il gesto più semplice che potrebbe far crollare l’intera truffa: telefonare direttamente al figlio, al nipote oppure al 112.
La richiesta della finta cauzione
Quando la vittima è ormai convinta che il familiare sia davvero nei guai, arriva la richiesta economica. Il falso Carabiniere sostiene che sia necessario versare immediatamente una “cauzione” o una somma di denaro per evitare il carcere o altre conseguenze al parente.
Le cifre richieste possono andare da alcune migliaia fino a decine di migliaia di euro. Se l’anziano spiega di non avere abbastanza contanti, viene invitato a raccogliere gioielli, oro e preziosi presenti in casa. In alcuni episodi, secondo quanto emerso dalle indagini, i truffatori sarebbero arrivati a chiedere anche la consegna delle carte di pagamento e del relativo codice Pin.
Poi qualcuno suona alla porta
La fase finale arriva in pochi minuti. Il telefonista comunica alla vittima che un incaricato sta per raggiungere l’abitazione per ritirare quanto necessario. Il corriere arriva quindi alla porta mentre la telefonata è ancora in corso, prende il denaro e i preziosi e si allontana rapidamente.
Spesso soltanto dopo, quando l’anziano riesce finalmente a contattare i propri familiari, emerge la verità e ci si rende conto del raggiro. Un sistema particolarmente insidioso perché sfrutta due elementi molto forti: la paura che possa essere successo qualcosa a una persona cara e la fiducia nei confronti delle istituzioni.

