Addio a Giorgio Milocco, una vita dedicata alla memoria e alla storia del Friuli

Giorgio Milocco aveva 79 anni.

Il mondo della cultura friulana piange Giorgio Milocco, giornalista, scrittore e ricercatore scomparso all’età di 79 anni. Per decenni ha dedicato il proprio lavoro alla ricostruzione della storia del territorio, concentrandosi in particolare sulla Prima guerra mondiale e sulle vicende, spesso dimenticate, dei friulani che ne furono protagonisti.

La sua attività si è sviluppata tra giornalismo, pubblicazioni, ricerca negli archivi e collaborazione con associazioni e amministrazioni locali. Un percorso nel quale Milocco ha cercato soprattutto di recuperare nomi, testimonianze e storie personali, trasformando documenti e registri militari in racconti capaci di restituire un’identità alle persone coinvolte nei grandi avvenimenti del Novecento.

Dagli inizi nel giornalismo alla passione per la storia

Milocco aveva cominciato a scrivere già da giovane, lavorando come corrispondente de Il Gazzettino e de Il Piccolo per i territori di Aquileia, Terzo e Fiumicello. Il giornalismo era diventato anche un’esperienza condivisa in famiglia. Insieme ai fratelli Claudio e Daniele aveva partecipato alla creazione di una rete di collaboratori dedicata soprattutto allo sport, con contatti e corrispondenti in diverse zone d’Italia. Con il passare degli anni, tuttavia, la sua attenzione si era rivolta sempre più alla ricerca storica e alla memoria del Friuli.

Proprio la Grande Guerra è stata uno dei principali filoni delle sue ricerche. Milocco non si è limitato alla ricostruzione degli avvenimenti militari, ma ha cercato di raccontare il conflitto partendo dalle persone e dalle comunità che lo avevano vissuto. Una parte importante del suo lavoro ha riguardato i friulani che combatterono nell’esercito austro-ungarico, ricostruendo attraverso documenti e fonti storiche le vicende di uomini caduti sui diversi fronti europei.

Un lavoro paziente che ha permesso di recuperare identità altrimenti destinate a rimanere nascoste dietro numeri, elenchi e statistiche di guerra. Per questa attività, nel 2006, Milocco ricevette a Rive d’Arcano il riconoscimento “Merit Furlan”. Gli venne inoltre riconosciuto, attraverso l’Österreichischer Schwarzes di Vienna, il valore del lavoro svolto per ricostruire le identità di quanti avevano combattuto sotto le insegne asburgiche.

Il legame con Aquileia e le associazioni culturali

Profondo anche il rapporto di Milocco con Aquileia e con le realtà impegnate nella tutela e nella valorizzazione del suo patrimonio.

Fu consigliere dell’Associazione nazionale per Aquileia, tra i soci fondatori del Gruppo archeologico aquileiese e componente del direttivo di Aquileia Nostra.Nel corso della sua esperienza associativa contribuì anche ad avvicinare alle iniziative culturali la contessa Margherita Cassis Faraone, figura legata al sostegno e alla valorizzazione del patrimonio aquileiese.

La sua collaborazione si estese inoltre a numerose pubblicazioni e progetti locali. Tra questi anche la rivista La Bassa, per la quale firmò approfondimenti dedicati alla storia del Friuli, e diverse iniziative realizzate insieme alle amministrazioni comunali. A Farra d’Isonzo, in particolare, partecipò a ricerche volte a ricostruire le storie dei cittadini coinvolti nel primo conflitto mondiale.

Una vita dedicata alla memoria del Friuli

Quello lasciato da Giorgio Milocco è soprattutto un lungo lavoro sulla memoria delle comunità friulane. Nei suoi studi trovavano spazio non soltanto gli avvenimenti più noti, ma soprattutto i paesi, le famiglie, i soldati e le persone comuni che avevano attraversato alcune delle pagine più drammatiche della storia del territorio.

Attraverso libri, articoli, documenti e testimonianze ha contribuito per anni a conservare storie che avrebbero rischiato di andare perdute. Con la sua morte il Friuli perde così una figura che ha unito giornalismo, ricerca storica e passione per il territorio, lasciando un patrimonio di studi e testimonianze legato in particolare alla Grande Guerra e alla storia delle comunità locali.