Finti carabinieri e truffe agli anziani, operazione Fumo del Vesuvio 2: smantellata una rete criminale

Smantellata una rete criminale specializzata nelle truffe agli anziani.

Un tentativo di truffa sventato ad Aurisina e un colpo riuscito poche ore dopo a Muggia hanno dato il via a una nuova maxi indagine dei Carabinieri contro le organizzazioni specializzate nei raggiri agli anziani. L’operazione, denominata “Fumo del Vesuvio 2”, ha portato oggi all’esecuzione di misure cautelari nelle province di Napoli, Caserta, Isernia e Salerno.

Sono tre le persone raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenute dagli investigatori ai vertici della presunta associazione per delinquere, mentre per altre tre è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Altri dieci soggetti sono stati denunciati.

Il nuovo filone investigativo si pone in continuità con l’operazione “Fumo del Vesuvio” del marzo 2025, che aveva portato all’arresto di 10 persone e alla denuncia di altre 29 per associazione a delinquere finalizzata alle truffe agli anziani, anche attraverso il sistema del cosiddetto “finto Carabiniere”.

Tutto partì da Aurisina e Muggia

L’indagine è iniziata il 25 gennaio 2025, quando un giovanissimo trasfertista raggiunse in località Visogliano, ad Aurisina, l’abitazione di una coppia di anziani. I due erano inizialmente caduti nel tranello, ma l’arrivo inaspettato di alcuni amici permise loro di comprendere quanto stava accadendo e di interrompere la telefonata con i truffatori.

Il giovane rimase per qualche tempo all’esterno dell’abitazione, prima di ricevere dai presunti complici l’ordine di abbandonare l’obiettivo e dirigersi verso un’altra vittima. Raggiunse quindi Muggia a bordo di un taxi, dove poche ore dopo riuscì a sottrarre a un’anziana denaro e gioielli, dandosi poi alla fuga.

Le indagini avviate immediatamente dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trieste permisero di identificarlo in pochi giorni e, seguendo i suoi contatti, di risalire progressivamente ai presunti mandanti e agli altri componenti dell’organizzazione.

Poco più di due settimane dopo, con la collaborazione dei Carabinieri di Torino, lo stesso giovane venne sorpreso in occasione di un’altra truffa ai danni di un’anziana. In quel caso fu possibile recuperare integralmente una refurtiva del valore di circa 33 mila euro.

Una struttura criminale organizzata come un’azienda

Gli approfondimenti investigativi avrebbero quindi permesso di individuare una struttura radicata nei quartieri del centro storico e dell’area orientale di Napoli, con ramificazioni nella periferia nordorientale e nell’area vesuviana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe avuto una struttura piramidale: alla base gli “esattori”, cioè coloro che materialmente raggiungevano le vittime, al centro i telefonisti e al vertice gli organizzatori.

I telefonisti operavano prevalentemente a distanza, in particolare dal centro storico di Napoli, mentre i trasfertisti venivano inviati in tutta Italia per ritirare denaro e preziosi. Accanto a loro avrebbero operato altre figure incaricate di procurare Sim intestate fittiziamente a persone ignare, noleggiare automobili, reclutare nuovi collaboratori, gestire la ricettazione dei preziosi e organizzare gli spostamenti.

Il presunto capo del gruppo è stato individuato in un 30enne originario di Casalnuovo di Napoli, da tempo residente nel quartiere Barra di Napoli, che secondo gli investigatori si sarebbe avvalso della collaborazione di persone già coinvolte in passato in procedimenti per analoghe truffe agli anziani.

Truffe in tutta Italia: otto arresti e 50 mila euro recuperati

La collaborazione tra i Carabinieri di Trieste e quelli di Napoli ha consentito di estendere gli accertamenti ben oltre il Friuli Venezia Giulia. Truffe riconducibili al sistema investigato sono state individuate, oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Campania.

Nel corso dell’intera attività investigativa, comprese le misure cautelari eseguite oggi, il bilancio è di 8 persone arrestate e 19 denunciate in stato di libertà. Sono state complessivamente scoperte 18 truffe, mentre circa 50 mila euro di denaro e beni sono stati recuperati. In tre episodi gli investigatori sono riusciti a intervenire in flagranza o quasi flagranza, arrestando complessivamente cinque persone e restituendo integralmente quanto sottratto alle vittime.