Aveva commosso il Friuli con la sua fisarmonica, è finito nel centro per il rimpatrio

La storia del fisarmonicista solitario di Udine.

Con le sue note solitarie, in una Udine vuota per le restrizioni e il lockdown, era stato uno dei simboli delle limitazioni e del coprifuoco. Lui è Liubomyr Bogoslavets, ha 59 anni, è un musicista arrivato dall’Ucraina e in Friuli ha trovato la sua seconda casa.

Le note della fisarmonica di Liubomyr volano in una Udine vuota e malinconica.

Non era inconsueto, anzi, trovarlo in Piazza San Giacomo e nel centro di cittadino mentre si esibiva con il fido strumento, spargendo nell’aria note di arte e di emozione. Una persona gentile, che molti avevano preso a cuore. Ma questa non è, almeno per ora, una storia a lieto fine.

Sì, perché Liubomyr da venerdì sera è rinchiuso nel Cpr (centro per il rimpatrio) di Gradisca d’Isonzo. A dirlo, con preoccupazione, è Sara Rosso, consigliere comunale di Udine: “È imprigionato in un luogo dove le persone muoiono in condizioni “da accertare” e tentano il suicidio con una frequenza disumana. Da qualche mese stavo cercando di aiutare Liubomyr nelle sue pratiche per permanere legalmente in Italia: giungere in Italia e capire come destreggiarsi fra i diversi uffici non è facile in condizioni normali… figuratevi in un periodo di pandemia e post pandemia (con sportelli per lo più chiusi o con accesso limitato)”. Purtroppo, però, chi voleva aiutarlo è arrivato tardi e il musicista è finito nel Cpr.

Rosso rivolge un appello: “Udine, ti prego, se Liubomyr è parte davvero di questa comunità… Batti un colpo, non ci si può dimenticare così facilmente dei visi e dei volti che incrociamo tutti i giorni. Liubomyr – conclude la consigliera, che si sta interessando della vicenda con un avvocato – Udine non ti sta dimenticando e non ti lascia solo… spero”. Vedremo se l’agognato lieto fine potrà arrivare.

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