Locale di Udine trasformato in discoteca senza autorizzazioni: lavoro nero e gravi irregolarità

Proseguono i controlli nei pubblici esercizi anche in provincia di Udine, nell’ambito delle direttive del Ministero dell’Interno adottate dopo i tragici fatti di Crans-Montana a Capodanno. L’obiettivo è quello di rafforzare i livelli di sicurezza, soprattutto nei locali ad alta affluenza, attraverso verifiche mirate e coordinate.

A Udine il Questore Pasquale de Lorenzo ha disposto un articolato servizio di controllo nella serata di mercoledì 18 marzo, concentrato su alcune attività del centro cittadino e in particolare su un locale molto frequentato durante il cosiddetto “mercoledì universitario”.0

L’operazione ha visto l’impiego congiunto di Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, Ispettorato del lavoro, Vigili del fuoco, personale sanitario dell’ASUFC e Guardia di Finanza, comprese le unità cinofile. Un dispositivo ampio, organizzato sulla base delle indicazioni emerse dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di intensificare la prevenzione nei contesti più frequentati dai giovani.

Locale trasformato in discoteca senza autorizzazione

Dalle verifiche è emerso che il titolare aveva di fatto allestito il locale come attività di pubblico spettacolo, con presenza di DJ, luci stroboscopiche e una pedana per ballare, senza però la necessaria agibilità prevista dalla normativa.

Una violazione che ha portato al deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 681 del Codice penale. Sono emerse anche ulteriori irregolarità amministrative: eventi organizzati senza autorizzazione, vendita al dettaglio senza licenza e mancata esposizione dei cartelli obbligatori. Le sanzioni complessive potrebbero arrivare a circa 4.000 euro.

Lavoro nero e sicurezza: attività sospesa

Più gravi le criticità rilevate sul fronte del lavoro. Gli ispettori hanno disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale per la presenza di un lavoratore in nero e per l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Si tratta di un elemento fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro: la sua mancanza costituisce una contravvenzione penale, punita con l’arresto o con ammende fino a 6.400 euro.

Il provvedimento di sospensione è ancora in vigore, poiché il datore di lavoro non ha dimostrato la regolarizzazione né del dipendente né degli obblighi in materia di sicurezza.

Irregolarità fiscali e igieniche

I militari della Guardia di Finanza hanno accertato l’omessa verificazione periodica dei registratori di cassa, con sanzioni comprese tra 1.000 e 4.000 euro. Gli ispettori sanitari hanno invece rilevato violazioni minori in materia di igiene, per le quali sono state impartite specifiche prescrizioni. Anche i Vigili del fuoco hanno segnalato diverse inosservanze legate agli obblighi di sicurezza previsti per il datore di lavoro.

I controlli amministrativi congiunti tra tutti gli enti coinvolti proseguiranno anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle norme nei locali pubblici.