Memoria del Vajont, la Regione Fvg valuta l’ingresso nella Fondazione

La Regione Friuli Venezia Giulia valuta il proprio ingresso nella Fondazione Vajont 9 ottobre 1963, l’ente impegnato a mantenere viva la memoria della tragedia e a promuovere attività di formazione, ricerca e prevenzione. Sul tavolo c’è un’ipotesi di partecipazione da 375mila euro, che consentirebbe alla Regione di avere anche un proprio rappresentante nel Consiglio di amministrazione della Fondazione.

La questione è tornata al centro del dibattito oggi, venerdì 30 ottobre, durante un’audizione della V Commissione consiliare a Trieste, presieduta da Diego Bernardis (Fedriga presidente). L’incontro, richiesto dal consigliere Andrea Carli (Pd), ha visto la partecipazione del neopresidente della Fondazione Claudio Barzan, del presidente uscente Roberto Padrin e del direttore generale Mauro Carazzai.

La Regione valuta l’ingresso nella Fondazione

La decisione non è ancora stata presa. Prima di procedere, la Giunta regionale intende approfondire gli aspetti economici, giuridici e organizzativi dell’operazione, oltre alle prospettive di collaborazione con la Fondazione.

“L’ingresso della Regione nella Fondazione va valutato sulla base di elementi giuridici, patrimoniali e progettuali, con l’obiettivo di comprendere quale contributo il Friuli Venezia Giulia possa offrire alla valorizzazione della memoria del Vajont e allo sviluppo delle attività culturali, formative e di ricerca”, ha spiegato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil.

“Alla luce delle informazioni acquisite oggi e della relazione presentata dal direttore, la Giunta regionale valuterà la partecipazione. Ringrazio i rappresentanti della Fondazione e confermo l’apprezzamento per l’attività finora svolta e per il programma dei progetti futuri”, ha aggiunto.

Tra gli elementi ancora da chiarire figurano l’attuale patrimonio della Fondazione, gli impegni economici richiesti alla Regione, il programma pluriennale delle attività e l’organizzazione del personale. L’obiettivo è comprendere quali benefici concreti potrebbe portare l’adesione, soprattutto in termini di iniziative culturali e formative rivolte al territorio.

Il contributo di 375mila euro e i progetti futuri

L’ipotesi illustrata durante l’audizione prevede una quota di partecipazione di 375mila euro all’anno, senza ulteriori obblighi di compartecipazione finanziaria ordinaria. Resterebbe comunque la possibilità di sostenere iniziative straordinarie, in particolare in occasione di ricorrenze significative legate alla tragedia del 9 ottobre 1963. L’eventuale ingresso permetterebbe inoltre al Friuli Venezia Giulia di partecipare direttamente alle decisioni dell’ente attraverso un rappresentante nel Consiglio di amministrazione.

Per Anzil, tuttavia, il valore dell’operazione non può essere misurato soltanto sul piano economico. “La memoria del Vajont non riguarda soltanto il passato, ma interpella ancora oggi le istituzioni sui temi della prevenzione, della responsabilità e della consapevolezza dei rischi. Per questo è importante valutare come un’eventuale partecipazione della Regione possa rafforzare un progetto culturale di interesse per l’intera comunità, valorizzando il patrimonio documentale, il coinvolgimento delle scuole e la formazione delle nuove generazioni”.

“La decisione dovrà fondarsi su un quadro chiaro degli impegni economici e delle opportunità concrete di collaborazione”, ha concluso il vicegovernatore.

Una Fondazione che accoglie 150mila visitatori all’anno

Costituita il 18 ottobre 2003, la Fondazione Vajont 9 ottobre 1963 svolge da oltre vent’anni un ruolo importante nella conservazione e nella trasmissione della memoria del disastro. Gli enti pubblici rappresentano complessivamente il 60% del capitale della Fondazione.

Uno degli aspetti più significativi della sua attività è la rete degli informatori della memoria, composta da 43 volontari convenzionati e formati attraverso corsi specifici. Grazie al loro impegno, ogni anno vengono accolti circa 150mila visitatori, accompagnati in un percorso di conoscenza della tragedia e delle sue conseguenze.

La Fondazione lavora anche con le scuole e le università, sviluppando progetti dedicati alla prevenzione dei disastri, alla gestione del rischio e alla responsabilità delle istituzioni. Un’attività che punta soprattutto a coinvolgere le nuove generazioni, affinché quanto accaduto al Vajont continui a rappresentare un insegnamento per il futuro.

Tra i progetti di maggiore rilievo figura la digitalizzazione della documentazione relativa al processo sul disastro. L’Archivio processuale del disastro della diga del Vajont è stato iscritto nel maggio 2023 nel Registro internazionale Memoria del Mondo dell’Unesco, riconoscimento che ne sottolinea il valore storico e documentale.

L’eventuale ingresso della Regione Friuli Venezia Giulia potrebbe dunque aprire una nuova fase di collaborazione istituzionale, rafforzando le attività culturali e formative della Fondazione. Prima di arrivare a una decisione definitiva, però, la Giunta dovrà completare le verifiche sulle condizioni economiche e sulle prospettive concrete della partecipazione.