Morti nell’incendio al Porto Vecchio di Trieste, si indaga per omicidio colposo

La Procura di Trieste indaga per omicidio colposo sulla morte dei due giovani trovati senza vita nell’incendio divampato domenica 1° novembre all’interno del Magazzino 18 del Porto Vecchio. Le vittime sono Marilisa Covasso, 21 anni, originaria di Buja, e un ragazzo marocchino di 23 anni. Secondo i primi accertamenti medico-legali, entrambi sarebbero deceduti a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio, prima che le fiamme raggiungessero i loro corpi.

La prima ispezione esterna delle salme avrebbe evidenziato elementi compatibili con una morte provocata dall’inalazione dei gas sprigionati dall’incendio. I corpi dei due giovani presentavano anche ustioni parziali, che sarebbero state provocate dalle fiamme quando le vittime avevano già perso la vita.

A chiarire definitivamente le cause del decesso sarà l’autopsia, già disposta dal sostituto procuratore Alessandro Perogio, che coordina le indagini. L’esame dovrà anche accertare il collegamento tra il rogo e la morte dei due ragazzi, fornendo ulteriori elementi utili a ricostruire la dinamica della tragedia.

La ricostruzione della tragedia.

Secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, l’incendio sarebbe partito da un fuoco acceso al piano terra da quattro giovani marocchini, probabilmente per riscaldarsi o preparare da mangiare. Le fiamme sarebbero poi sfuggite al controllo, propagandosi rapidamente all’interno dell’edificio abbandonato.

I quattro sarebbero riusciti a uscire dalla struttura prima che l’incendio assumesse dimensioni tali da rendere impossibile la fuga. Diversa la sorte di Marilisa Covasso e del ventitreenne, che si trovavano in uno stanzino al primo piano del magazzino.

Il monossido di carbonio prodotto dalla combustione avrebbe raggiunto il locale attraverso un condotto, risalendo verso i piani superiori con un effetto simile a quello di un camino. I due giovani sarebbero stati così sopraffatti dalle esalazioni, senza riuscire a mettersi in salvo.

Quattro giovani identificati, proseguono le indagini

Gli investigatori hanno già identificato i quattro giovani sopravvissuti all’incendio, che erano riusciti ad abbandonare il magazzino. Le loro testimonianze saranno nuovamente raccolte dalla polizia per chiarire le circostanze in cui è stato acceso il fuoco e come le fiamme si siano propagate.

Non è escluso che i loro nomi possano essere iscritti nel registro degli indagati, insieme a quelli di eventuali altre persone sulle quali dovessero emergere profili di responsabilità. Al momento si tratta comunque di ipotesi investigative ancora da verificare. Il Magazzino 18, edificio fatiscente del Porto Vecchio, era già stato sgomberato e sigillato dalle autorità nei mesi precedenti alla tragedia. Nonostante questo, la struttura continuava a essere utilizzata come riparo di fortuna.

L’inchiesta dovrà ora ricostruire le responsabilità dell’incendio e verificare le circostanze che hanno portato alla morte dei due giovani, mentre la tragedia ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza degli edifici abbandonati del Porto Vecchio di Trieste.