L’udienza al Tribunale del Riesame di Trieste per la richiesta di scarcerazione di Maylin Castro Monsalvo.
Si è svolta questa mattina al Tribunale del Riesame di Trieste l’udienza sulla richiesta di scarcerazione di Maylin Castro Monsalvo, la donna accusata di aver ucciso, il compagno Alessandro Venier nella loro abitazione di Gemona del Friuli. Al termine della discussione i giudici si sono riservati la decisione.
La richiesta è stata presentata dalla difesa della donna, rappresentata dall’avvocato Federica Tosel, che ha evidenziato le condizioni psicologiche dell’indagata e la necessità di un percorso di cura adeguato. La decisione del Tribunale del Riesame sulla richiesta di scarcerazione è attesa nei prossimi giorni.
La difesa: servono cure adeguate
Secondo quanto spiegato dalla legale al termine dell’udienza, Maylin Castro Monsalvo sarebbe una persona psicologicamente molto fragile e avrebbe avuto un grave crollo psicotico che ha reso necessario anche un ricovero in ospedale a Venezia.
La difesa ha sostenuto che la donna avrebbe bisogno prima di tutto di un trattamento sanitario adeguato e che l’ambiente carcerario non rappresenterebbe il contesto più idoneo per consentirle di recuperare un equilibrio psicologico e affrontare un percorso terapeutico ritenuto necessario e prioritario.
Proprio per questo gli avvocati hanno ipotizzato come possibile soluzione una struttura sanitaria specializzata, come una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), ritenuta più adatta alla situazione clinica dell’indagata.
Nel corso dell’udienza la difesa ha sostenuto inoltre che, allo stato attuale, non sussisterebbero più le esigenze cautelari tali da giustificare la permanenza in carcere. Non vi sarebbe un concreto rischio di reiterazione del reato, mentre esisterebbe piuttosto un rischio di natura clinica legato alle condizioni psichiatriche della donna.
La situazione della figlia della coppia
Resta aperta anche la questione legata alla figlia della coppia, che ha da poco compiuto un anno. Secondo quanto riferito dalla difesa, si auspica che il Tribunale per i Minorenni possa accelerare le procedure per l’affidamento della bambina ai nonni materni in Colombia.
Con i familiari sarebbe già iniziato un percorso di contatti tramite videochiamate, nell’ambito dell’iter avviato per valutare l’affidamento.
