Seconda ondata di Covid: “Timori per la tenuta del sistema sanitario in Fvg”

I timori per la tenuta del sistema sanitario in Fvg.

Per fronteggiare la battaglia contro il Covid è in campo un nutrito dispiegamento di forze in ambito sanitario. I timori per la tenuta del sistema, con una seconda ondata che diventa sempre più concreta, però non mancano.

A lanciare un grido d’allarme, per esempio, è Roberto Treu, segretario generale Spi-Cgil Fvg, il sindacato che tutela i pensionati. “La crescita esponenziale dei contagi anche in Friuli Venezia Giulia è indice di una situazione sempre più allarmante – argomenta -. Dopo la prevenzione, rischia il collasso anche il sistema dei controlli, visti i ritardi nell’esecuzione dei tamponi e le difficoltà evidenti di gestire la tracciatura dei positivi. Servono misure straordinarie, non solo per evitare che in poche settimane l’impatto sul sistema ospedaliero diventi ingestibile, ma anche per garantire come ineludibile priorità la continuità della scuola e del tessuto produttivo e occupazionale”. Un monito anche sulla situazione nelle strutture per gli anziani. “Quanto alla situazione delle case di riposo e delle Rsa, dove si segnalano già diversi fronti di crisi, vanno assolutamente evitati gli errori e i ritardi che hanno contribuito ad aggravare gli effetti della prima ondata dell’epidemia – conclude Treu -. Solo l’impegno condiviso e partecipato di tutti i soggetti in campo può consentirci di affrontare questa seconda ondata con strumenti adeguati alla gravità della situazione”.

Sul sistema sanitario punta lo sguardo anche Salvatore Spitaleri, componente della commissione paritetica Stato-Regione. “Non è dato sapere se siano state spese tutte, e come, le risorse per la sanità messe in bilancio in finanziaria, e non è dato sapere come siano state spese e rendicontate le spese sanitarie per Covid: un sistema sanitario regionale senza trasparenza costa di più e non funziona meglio. Qui si aprono e chiudono strutture senza disegno organico e supporto scientifico, spesso per mere ragioni elettorali, non si sa nulla di concorsi e acquisizione personale, la riorganizzazione di direzione centrale e agenzia regionale brancolano nel buio, il settore welfare sembra sparito da riva Nazario Sauro, anzi la sede dell’assessorato è ormai spostata a Palmanova e nei delicatissimi equilibri della sanità ci si muove con le scarpe chiodate della continua emergenza. Ci sono atteggiamenti che indeboliscono la nostra autonomia e mettono a rischio il fronte interno, intimidendo i professionisti”.

Dal canto suo, il vicegovernatore e assessore reionale alla Sanità, Riccardo Riccardi, lancia “un appello alla medicina generale per fronteggiare insieme la pandemia, ridefinendo e affermando lo spazio e il ruolo che spetta all’attività di assistenza primaria e mettendo a disposizione tutti gli strumenti possibili per esercitarla al meglio nell’attuale contesto epidemiologico”. È la riflessione lanciata oggi da Riccardi in occasione del convegno, in videoconferenza, su “La gestione territoriale nel Friuli Venezia Giulia dell’epidemia-endemia di Covid-19 e delle morbilità acute
e croniche concomitanti”.

Per Riccardi il tema della diagnosi, legato al rapporto fra sintomatici e asintomatici e alla ricerca di soluzioni organizzative per un’individuazione rapida della malattia, è uno degli aspetti principali da affrontare all’interno di una cornice in cui sono rilevanti altre due importanti questioni: la scuola e la campagna vaccinale.

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