La Slovenia sbarra i confini, Fvg in zona rossa. Dura la risposta: “Chiamiamo il nostro esercito”

Le reazioni in Fvg dopo la chiusura dei confini della Slovenia.

La Slovenia sbarra i confini con il Friuli Venezia Giulia. Da lunedì, la nostra regione sarà “zona rossa” e non sarà possibile, salvo casi precisi ed emergenze, recarsi nella vicina Repubblica. Fanno eccezione i lavoratori transfrontalieri o chi si deve recare in altri Stati.

La decisione assunta dal governo di Lubiana, però, ha fatto storcere il naso, e non poco, alla politica del Fvg. “Alla luce della decisione di chiudere da lunedì prossimo l’ingresso dei cittadini italiani in Slovenia, chiedo al nostro Governo di intraprendere una scelta forte: quella di sigillare tutto, impegnando massicciamente l’esercito per blindare il confine. Perché se di emergenza si tratta, non può esserlo solo per chi vive, lavora e paga le tasse in Italia o in Slovenia, mentre dalla stessa frontiera continua il passaggio illegale di clandestini”. Così si è espresso sulla tematica l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti.

La Slovenia richiude i confini con il Fvg: è zona rossa. Stop anche alla benzina.

Ancora atti di forza da parte della Slovenia – gli fa eco il deputato di Forza Italia, Roberto Novelli: in una circostanza complessa come quella che stiamo attraversando è opportuna se non necessaria la collaborazione, non decisioni unilaterali. Se così ha deciso Lubiana allora l’Italia imponga controlli tassativi sugli ingressi dalla Slovenia in Fvg, visto che la situazione è critica anche oltre confine”. “All’inizio della pandemia la Slovenia non esitò ad additarci come untori e a chiudere con massi e barriere i valichi – aggiunge Novelli -. Oggi ci risiamo, ma differentemente da marzo scorso la situazione è critica anche al di là del confine. La diplomazia italiana faccia sentire la sua voce: non è ammissibile che decisioni di questa portata non siano precedute da un confronto tra gli stati interessati”, conclude Novelli.

E c’è chi invita il governo italiano a prendere spunto dalle autorità di Lubiana. “L’annunciata chiusura dei confini da parte della Slovenia è una politica di buonsenso, attuata da uno Stato sovrano che intende tutelare i propri interessi, cittadini e la salute pubblica. Duole notare che, viceversa, il nostro esecutivo nazionale non è altrettanto capace di tutelare la nostra comunità regionale e, nonostante i casi Covid-19 in forte aumento nella vicina Slovenia, lascia i confini aperti anche al continuo andirivieni di passeur che scaricano clandestini su cui non vi è alcuna certezza circa la negatività al Covid-19”. A dirlo è il consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis.

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